Reddito di cittadinanza, scovati due furbetti

La Finanza denuncia un uomo e una donna: non hanno dichiarato di essere agli arresti domiciliari
PESCARA. Un uomo e una donna hanno chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza dimenticando un particolare importante, quello degli arresti domiciliari. E così il sussidio gli è stato riconosciuto ugualmente, ma indebitamente, per cui hanno percepito, tra l’uno e l’altra, 25.500 euro senza averne diritto. Sono stati gli uomini della Guardia di finanza del Gruppo di Pescara a scoprire che qualcosa non andava, in entrambi i casi, per poi arrivare ad accertare gli illeciti fino a denunciare i due alla Procura, e ora sia l’uomo che la donna dovranno restituire l’importo che hanno intascato senza averne diritto.
I due furbetti del reddito di cittadinanza, entrambi pescaresi, nel compilare la documentazione per chiedere e ottenere la forma di sostegno statale avrebbero dovuto dichiarare l’esistenza di misure cautelari, sia per se stessi sia per il resto della famiglia, essendo un requisito determinante per la concessione del reddito di cittadinanza. Ma non è stato così. I finanzieri delle Fiamme gialle hanno scoperto che uno dei due ha omesso questo tipo di informazione per se stesso mentre l’altro ha nascosto la verità per un componente della famiglia. Entrambi, spiegano dal comando provinciale della Finanza, hanno presentato documentazione attestante situazioni dissimili dalla realtà. Una volta rilevato ciò che non andava, gli investigatori del Gruppo, da qualche giorno coordinati dal colonnello Franco Tuosto, hanno denunciato i due per aver fornito dichiarazioni false e per aver omesso informazioni dovute in sede di richiesta del beneficio. I due casi sono stati segnalati all’Inps per la revoca e il recupero delle somme.
I militari del comando provinciale, guidati dal colonnello Vincenzo Grisorio, hanno già eseguito altri controlli dello stesso tipo, in passato. E omissioni simili sono state già commesse da altre persone che non hanno dichiarato di essere sottoposte a misure restrittive per reati di vario genere: non solo droga ma anche usura, estorsione e furto.
Gli accertamenti eseguiti durante la pandemia hanno permesso di scovare ben 94 casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza o altre prestazioni sociali agevolate a soggetti che non avevano diritto, per un importo di 740mila euro.

