Reddito pro capite: in Abruzzo cresce grazie ai pensionati

16 Aprile 2022

I lavoratori sono invece più poveri, soprattutto gli autonomi Nel 2021 è anche calato il numero di chi ha pagato le tasse

Cresce il reddito medio degli abruzzesi – trainato delle pensioni – in controtendenza rispetto all’Italia. Ma è un dato in chiaro-scuro, perché, anche per effetto della pandemia, scende il reddito pro capite dei lavoratori dipendenti e soprattutto quello degli autonomi. Mentre per effetto anche della spopolazione, cala il numero dei contribuenti. Questo è quanto emerge dai nuovi dati sulle dichiarazioni dei redditi del 2021 (quindi riferite all’anno di imposta del 2020), pubblicati nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia e delle Finanze, confrontati con le statistiche dell’anno precedente.
Nel 2020, a ogni modo, l’Abruzzo – con il suo reddito pro capite di 18.640 euro – si è piazzato al 13esimo posto tra le regioni e ben sotto la media nazionale di 21.570 euro (in calo dell’1,1% in un anno), ma primo nel Sud.
E poi c’è il caso di Cugnoli, comune del Pescarese che è al 27esimo posto per ricchezza in Italia. Solo altri sei comuni abruzzesi hanno un reddito superiore a 20mila euro. Tra questi anche le due città più popolose, L’Aquila e Pescara.
IL CONFRONTO
Nel 2020 hanno pagato l’Irpef sul lavoro 913.571 abruzzesi. Il loro reddito medio era di 18.580 euro. Nel 2021, invece, il numero dei contribuenti è sceso a 906.079, mentre il reddito si è alzato a 18.640 euro.
Nel confronto tra le due annualità, che si riferiscono a periodi di imposta prima e dopo lo scoppio della pandemia, scende il reddito dei lavoratori dipendenti: da 18.650 a 18.450 euro. Ancora più evidente quello degli autonomi: da 45.700 a 40.410 euro. Cresce invece il reddito dei pensionati: da 16.080 a 16.480 euro.
CUGNOLI È il comune più ricco
Il piccolo Comune di Cugnoli, nel Pescarese, è il più ricco d’Abruzzo, con ben 28.658 euro di reddito pro capite registrato con le dichiarazioni del 2021. Ma è anche il 27esimo in Italia. «Con questa performance straordinaria gli amministratori locali di Cugnoli hanno saputo trasformare le risorse pubbliche legate alla ricostruzione del terremoto del 2009 in un volàno per l’intera economia locale, rendendo bellissimo il paese e benestanti i suoi residenti», commenta in una nota il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia. Tesi, quella del reddito legato alla ricostruzione, sposata anche da Lanfranco Chiola, sindaco per 16 anni e oggi vicesindaco: «Immagino anche io che tutto sia nato dalle premesse della ricostruzione post sisma 2009: il paese è quasi tutto ricostruito e questo processo di rigenerazione urbana ha portato ad alcuni fattori nuovi: c'è gente che è tornata, stranieri che hanno comprato casa, c'è insomma una nuova vitalità. Voglia di restare. A questo si aggiunga che Cugnoli ha una tradizione di piccole imprese e 1.004 contribuenti su 1.400 residenti. Siamo un paese di lavoratori, insomma».
GLI ALTRI COMUNI BENESTANTI
Sono in totale sette i comuni abruzzesi che superano la soglia di 20mila euro di reddito pro-capite. Dopo Cugnoli, un dato importante è anche quello di Paglieta, che ha un reddito medio di 27.435 euro. Poi lo stacco. Al terzo posto c’è Scoppito con 21.935 euro, seguito da Fara San Martino con 21.424 e Atessa con 21.356.
I CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Sopra a 20mila anche L’Aquila, prima tra i capoluoghi grazie al suo reddito medio di 21.132 euro. Segue Pescara, che ha il record di contribuenti, con 20.541. Staccata di mille euro Teramo, che si ferma a 19.584. Ultima tra i capoluoghi di provincia si piazza invece Chieti con i suoi 19.320 euro di reddito pro capite.