Referendum, oltre 500mila sì Marinelli: «Marsilio che farà?»

PESCARA. La raccolta di firme per il referendum abrogativo sulla legge sull’Autonomia differenziata, approvata a giugno dalla maggioranza di governo, viaggia su livelli record e supera il traguardo...
PESCARA. La raccolta di firme per il referendum abrogativo sulla legge sull’Autonomia differenziata, approvata a giugno dalla maggioranza di governo, viaggia su livelli record e supera il traguardo delle 500mila firme.
Solo quella raccolte online a livello nazionale ieri hanno raggiunto quota 514.679. A queste vanno aggiunte le cartacee, il cui conteggio è in corso. «Le abruzzesi e gli abruzzesi stanno dando un segnale di fortissima contrarietà a questa legge», esordisce Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd. «Ai banchetti per la raccolta delle firme siamo stati letteralmente travolti dalla volontà popolare di respingere questo provvedimento. Una spinta chiarissima, che va ben oltre lo schieramento del centrosinistra ed è il sintomo di una grave preoccupazione per una norma che mette a rischio la tenuta del Paese. Sulla base dei primissimi dati raccolti, alla fine di agosto», sottolinea Marinelli, «il Partito Democratico in Abruzzo aveva già superato la quota di 6.000 firme cartacee, alle quali naturalmente vanno aggiunte tutte quelle raccolte dalle altre associazioni e organizzazioni e le migliaia di firme online: una vera e propria valanga. Assistiamo poi a numerose prese di posizione, da parte di molti esponenti del centrodestra, soprattutto nel Mezzogiorno, che esprimono forti dubbi su questa legge, che evidentemente fa male al Sud in particolare».
E arriviamo al dunque: «È arrivato il momento, anche per il centrodestra abruzzese, di assumersi le proprie responsabilità di fronte ai danni pesantissimi che questo provvedimento potrebbe produrre. La destra abruzzese», chiede di sapere il segretario del Pd, «da che parte sta? Dalla parte di Calderoli o dell’Abruzzo? Marsilio e tutto il centrodestra hanno l'occasione di votare la proposta di deliberazione sul referendum abrogativo depositata in Consiglio regionale, e che il Pd ribadirà in tutti i consigli comunali abruzzesi».
E incalza: «Il presidente della giunta regionale si limiterà ad adeguarsi agli ordini che arrivano da Roma o difenderà gli interessi delle cittadine e dei cittadini che governa? Le consigliere e i consiglieri regionali e comunali del centrodestra saranno dalla parte di Calderoli o dalla parte dell'Abruzzo? Va ricordato che Ali (Autonomie locali italiane) ha stimato che la nostra regione perderebbe 3,8 miliardi di euro di risorse a causa di questa legge, in un quadro ancora totalmente nebuloso per quello che riguarda i livelli essenziali delle prestazioni. Ne deriverebbe un drammatico taglio ai servizi, in primis sanità, sociale e trasporto pubblico. Il Partito Democratico», conclude Marinelli, «si opporrà con tutte le sue forze e a tutti i livelli per far abrogare questo provvedimento iniquo». (c.s.)

