Renzi alla festa Pd «Nemico a destra»

15 Ottobre 2017

Il segretario dem: «Senza di noi la sinistra è irrilevante» Ma alla convention per celebrare i 10 anni pesano le assenze 

ROMA. Il Pd festeggia all'Eliseo i suoi 10 anni e lo fa con i protagonisti di oggi, non tutti, più che con quelli di ieri. Pesa l'assenza di Romano Prodi e diserta anche la minoranza di Andrea Orlando e di Michele Emiliano. «Il Pd appartiene al popolo che lo ha creato e chi se ne va tradisce se stesso», evita la conta Matteo Renzi, sul palco con Walter Veltroni e con il premier Paolo Gentiloni. Più che al passato e alle divisioni, però, il leader dem è interessato al futuro prossimo: «Se passa il Rosatellum abbiamo di fronte a noi un corpo a corpo in tutti i collegi con un centrodestra populista», prevede dopo aver messo in chiaro che sarà lui il candidato premier della nascitura coalizione. Manifestazione sobria all'insegna della «sinistra di governo», con tutti i ministri, tranne Orlando, in prima fila per dimostrare che il Pd è riuscito a sconfiggere uno dei mali antichi della sinistra di lotta e non di governo. Ma, dopo le note dell'inno dell'Ulivo vincente, la Canzone popolare di Fossati, è Veltroni, regista della kermesse, a ripartire dal passato citando Prodi e il «miglior governo della storia repubblicana per l'autorevolezza del premier e dei suoi ministri», da Ciampi a Napolitano. «Perchè non c'è?», grida qualcuno dalla platea notandone l'assenza . Ma troppa acqua è passata sotto i ponti e, 5 segretari dopo, non è stato sconfitto quello che il primo segretario definisce uno dei «demoni della sinistra»: le divisioni con scissioni annesse. «Dobbiamo essere grati - è il tributo di Gentiloni - ai diversi segretari, da Veltroni a Franceschini da Bersani a Epifani. Non sono stati anni facili, ma teniamocelo stretto questo Pd perché, senza, non so come sarebbe sopravvissuta una sinistra di governo e una sinistra in generale». Parole che con un altro stile, e senza ringraziamenti ai predecessori che se ne sono andati, scandisce anche Matteo Renzi: «Senza il Pd oggi la sinistra in Italia sarebbe irrilevante come è totalmente irrilevante oggi in Spagna, Francia, Olanda, Germania e Inghilterra». Il segretario dem indica un nemico e un avversario. «Il nostro nemico è l'autoreferenzialità, il parlarsi addosso, le nostre divisioni». Mentre l'avversario sono le destre, sia quella M5S sia la coalizione Berlusconi-Salvini, quella che «ci ha lasciato con lo spread e la più grande crisi economica del dopoguerra». E al «corpo a corpo» collegio per collegio, se passerà il Rosatellum, l'ex premier si prepara condividendo l'appello di Veltroni a «non aver paura della parola sinistra». Sinistra che significa , dice, battaglia perchè «la politica torni in Ue», lavoro e diritti, «patriottismo culturale» ma anche doveri con la proposta di un mese di servizio civile obbligatorio per tutti.
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