Reperti del XVII secolo in dono al Comune

L’associazione Nuovo Saline scopre lavorazioni in ferro tra la strada lungofiume e le pendici del Colle
MONTESILVANO. Sono riaffiorati nel corso di un’attività ambientale condotta tra il lungofiume Saline e le pendici di Montesilvano Colle. Risalgono al XVIII secolo i reperti che l’associazione Nuovo Saline donerà domani all’amministrazione comunale. La consegna è in programma, alle 11, nella sala consiliare del municipio.
Si tratta di manufatti dell’arte dei fabbri locali, in particolare ganci e giarrettiere fino ai ferri per i buoi. Reperti che, come ha sottolineato il presidente dell’associazione Gianluca Milillo, testimoniano la vita quotidiana della città in tempi più remoti.
«Abbiamo creduto che il depositario di questi preziosi oggetti dovesse essere il Comune» ha detto Milillo. «Questi manufatti dell’arte fabbrile tipica della nostra zona mettono in evidenza che Montesilvano ha una storia che non è solo quella recente. Queste opere sono la testimonianza della vita quotidiana di tre secoli fa. Con il termine ferro battuto si indica il singolo elemento in ferro, forgiato a caldo e battuto col martello sull’incudine, fino a ottenere l’elemento voluto».
Ogni manufatto, ha aggiunto Milillo, «è un pezzo unico, essendo frutto dell’arte manuale. Nella storia dell’uomo, al lavoro del fabbro è sempre stato attribuito un valore pratico e la maestria del costruire, produrre e talvolta inventare oggetti di uso quotidiano. Attraverso un’intensa ricerca, sono stati selezionati prodotti dell’arte dei fabbri di Montesilvano, per essere catalogati e mostrati come testimonianza di storia e arte, di lavoro e quotidianità, di inventiva e utilità, memoria di un mestiere antico, carico ancora oggi di un grande fascino». Una donazione di storia e cultura, prosegue Milillo, «per ricordare che questa città deve guardare al futuro, senza mai dimenticare le sue origini e la sua storia».
Si è detto «onorato» della donazione il sindaco Francesco Maragno, che ha poi aggiunto: «Montesilvano deve riscoprire la propria identità e questi reperti ci consentiranno di raccontare una parte della storia della nostra città. Troveremo una giusta collocazione per rendere questi manufatti visionabili per i nostri concittadini e per i turisti».(r.a.b.)
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