Resort abbandonato, Di Marco: «Ora in commissione Vigilanza»

Il consigliere regionale del Pd dopo le foto esclusive dell’hotel La Réserve pubblicate dal Centro:
«Il silenzio di fronte a questo stillicidio economico è intollerabile: Marsilio deve dare risposte»
CARAMANICO TERME
Le foto del resort La Réserve, tra asciugamani, accappatoi impacchettati e divanetti di lusso imputriditi dall’incuria e l’abbandono, «sono un pugno nello stomaco», tuona Antonio Di Marco, consigliere regionale del Pd che da anni è in prima linea per tentare di restituire un futuro a Caramanico Terme. Sono queste le prime parole con cui il dem commenta il reportage del Centro, pubblicato in esclusiva ieri, che riaccende il dibattito sulla località caduta in disgrazia dopo il fallimento della Terme srl. Una crisi che si è estesa ben oltre l’azienda, colpendo un’intera comunità che sul turismo terapeutico aveva costruito la sua fortuna nel corso degli anni.
«È il fallimento politico della Giunta Marsilio», è la sentenza di Di Marco, che annuncia una nuova seduta della commissione Vigilanza sul caso. «Siamo di fronte a un vero e proprio stillicidio economico e sociale che sta mettendo in ginocchio l’intero comprensorio della Maiella e della Val Pescara. Non possiamo più tollerare questo silenzio: chiederò l’immediata convocazione di una nuova seduta della commissione per accendere un faro sullo stallo della procedura e pretendere risposte chiare e definitive», continua il dem. A lanciare un nuovo allarme, negli ultimi giorni, è stato anche il sindaco Franco Parone, che ha parlato di atti vandalici avvenuti nell’altro hotel in rovina di Carmanico. «Condivido la preoccupazione e l’appello del primo cittadino», dice Di Marco, «è costretto ad assistere impotente a nove aste andate deserte, al crollo vertiginoso del valore dei beni, a una commissione giudicatrice regionale per le acque non ancora nominata e a un patrimonio pubblico e ricettivo lasciato marcire tra muffa, furti e incursioni vandaliche», continua, «a Caramanico hanno chiuso sette alberghi e venticinque negozi, il Comune è finito in predissesto e una ricchezza da trentamila curandi l’anno è stata completamente azzerata. Ogni giorno perso rappresenta un danno irreparabile per l’economia dell’area».
Il dem quindi attacca frontalmente la giunta regionale: «Quello che il presidente Marsilio sta determinando a danno di questo comprensorio è sconcertante», tuona, «a maggior ragione da parte di chi sbandiera continuamente le proprie origini a Tocco da Casauria. L’inerzia si trascina ormai da troppi anni su ogni fronte: le Terme sono bloccate nel degrado più totale, il bacino di Passolanciano è fermo, la bonifica dell’ex sito minerario del Pilone resta bloccata così come il prosieguo del relativo progetto Masterplan, il raddoppio ferroviario Pescara-Roma procede in modo incerto e disastroso per i territori, i medici di base sono diventati inesistenti nelle aree interne, i lavori all’ospedale di Popoli risultano bloccati e persino la viabilità sul ponte di Piano d’Orta è paralizzata da mesi. Cos’altro deve accadere prima che la Regione decida di intervenire?».
Così Di Marco chiede al governo regionale di «assumersi le proprie responsabilità, finalmente, di fronte a questo disastro». In commissione Vigilanza «chiameremo tutti i soggetti al tavolo: la Regione Abruzzo deve dire con chiarezza se ha intenzione di salvare il turismo e l’economia della Maiella o se ha scelto di abbandonare definitivamente una delle zone più preziose d’Abruzzo al suo destino», conclude Di Marco. Caramanico Terme, oggi, è diventato il teatro di un feroce scontro politico.
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