Restauro del Circolo canottieri «Quel progetto non va bene»

27 Giugno 2022

Il presidente della struttura Di Bonaventura boccia il piano: «Non ci sarà più posto per le barche» Il Pd accusa Comune e Soprintendenza: «È un pasticcio». Replica Martelli: «Rivolgetevi al ministro»

PESCARA. «Mi auguro che il progetto venga notevolmente modificato e venga rielaborato per quelle che sono le reali esigenze di un’associazione che si occupa esclusivamente di sport senza alcun fine di lucro e, in particolare, del canottaggio 100 anni». A parlare così è il presidente del Circolo canottieri Umberto Di Bonaventura, riguardo al progetto presentato dalla Soprintendenza alle belle arti per la realizzazione del nuovo Circolo. Di Bonaventura era stato ospite, nei giorni scorsi, della commissione Controllo e garanzia, presieduta da Piero Giampietro e in quell’occasione aveva fatto presente le criticità del progetto.
«Spero che il progetto venga modificato», ha affermato Di Bonaventura, «in caso contrario sarà oggettivamente problematico proseguire l’attività sportiva oltre ai progetti scuola, giochi studenteschi, attività per il recupero di donne che hanno subìto interventi per tumori al seno. Già ora abbiamo notevoli difficoltà di gestione per motivi di spazi e attrezzature». «Il restauro», ha aggiunto, «sarebbe una buona occasione per recuperare un immobile in cattive condizioni a causa dell’usura del tempo, in modo da poter essere utilizzato per fini sportivi. Motivo per il quale è stato costruito dai soci fondatori del Circolo canottieri». «Una buona occasione», ha concluso il presidente, «per non fare la solita cattedrale nel deserto bella ma non utile per le esigenze sportive e, soprattutto per il canottaggio».
Dello stesso avviso il presidente della commissione Controllo e garanzia. «Spazi incompatibili con il canottaggio», ha fatto presente Giampietro, «un canone annuale di oltre 22mila euro a carico della stessa associazione che, a sue spese, quasi 100 anni fa realizzò la struttura, richieste di modifiche del progetto ignorate da Comune di Pescara e Soprintendenza. E una concessione che il Comune ha addirittura perso. È un clamoroso pasticcio quello legato alla ristrutturazione della sede storica del Circolo canottieri sul lungofiume di Pescara, annunciata il 13 giugno dal sindaco Carlo Masci, dall'assessore allo sport Patrizia Martelli e dalla Soprintendenza». «Un pasticcio senza precedenti», ha sottolineato la consigliera Pd Stefania Catalano, prima firmataria di una mozione che sarà discussa oggi in consiglio comunale, «perché il progetto presentato dal sindaco semplicemente sfratta l'attività del Circolo canottieri, che avrà con molta probabilità bisogno di una nuova sede non potendosi permettere il canone di 22 mila euro e non potrà nemmeno ospitare il rimessaggio delle imbarcazioni perché sono di lunghezza quasi doppia rispetto agli spazi previsti nel progetto. E come se non bastasse, il Comune è riuscito a perdere la concessione del bene». «È molto grave», ha osservato il consigliere Pd Marco Presutti, «che, secondo quanto riferito dai vertici del Circolo canottieri nella commissione Controllo e garanzia, in più occasioni l'associazione abbia evidenziato al Comune e alla Soprintendenza le criticità di quanto si stava progettando, parlandone in più occasioni anche nella commissione consiliare Sport, ma senza che nulla avvenisse».
Pronta la replica dell’assessore allo sport. «Le menzogne del Pd sulla vicenda del Circolo canottieri», ha commentato Martelli, «naufragano contro la verità delle carte: il Comune di Pescara non ha nulla a che vedere con il progetto di riqualificazione della sede storica che fa capo al ministero della Cultura, ovvero al suo braccio operativo che è la Soprintendenza. Che ha redatto un progetto tenendo conto dei vincoli storici esistenti sul manufatto, oltre che dei vincoli imposti dal Piano stralcio di difesa dalle alluvioni. Tradotto, se il Pd ha qualcosa da contestare contro quell’intervento, se pretende addirittura di cambiarne le caratteristiche, può e deve rivolgersi direttamente al suo ministro Franceschini e non tentare una becera strumentalizzazione contro l’amministrazione comunale che respinge al mittente le affermazioni».
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