Rete ospedaliera Abruzzo, ok definitivo del Ministero: ecco come cambia la sanità

12 Settembre 2023

Marsilio: passaggio storico per la nostra regione. Verì: il lavoro di squadra paga A Sulmona resta il punto nascita, pronto soccorso a Castel di Sangro e Atessa 

«L'AQUILA. L'ultimo passaggio è stato superato: l'Abruzzo ha un nuovo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Il Comitato Lea (Livelli essenziali di assistenza) del ministero della Salute ha trasmesso, nella giornata di ieri, alla Regione il verbale di approvazione del documento che sintetizza la geografia dei presidi ospedalieri, con il rispettivo livello tarato «su criteri di efficienza, complementarietà di discipline dei bacini di utenza». La nuova programmazione regionale prevede 4 ospedali con funzioni hub all’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo per le reti "tempo dipendenti", rete stroke, politrauma e trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese, 4 ospedali di primo livello ad Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, 6 ospedali di base ad Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero e 2 presìdi di area disagiata, sedi di pronto soccorso a Castel di Sangro e Atessa. Entro tre anni, come da cronoprogramma della Regione, saranno individuati i Dea di secondo livello. «La conclusione dell'iter ministeriale per l'approvazione della rete ospedaliera dell'Abruzzo è un passaggio storico per la nostra regione, che mai aveva avuto questo strumento di pianificazione», ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio. «Un traguardo che ci riempie di orgoglio e che siamo riusciti a centrare grazie ad un intenso lavoro di squadra», il commento dell'assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
PASSAGGIO FINALE
«Si trattava dell’ultimo passaggio», spiega l'assessore Verì, «che fa seguito ai pareri positivi già espressi, nei mesi scorsi, dai tavoli tecnici ministeriali». La prima delibera di giunta, per la riorganizzazione della rete ospedaliera è stata approvata a luglio 2021. «In passato nessuna proposta di riordino aveva completato l’iter ministeriale», ha sottolineato Verì, che ha tenuto a ringraziare «per l'intenso lavoro di squadra, il presidente Marsilio, il direttore dell’agenzia sanitaria, Pierluigi Cosenza, il direttore del dipartimento Claudio D’Amario e tutto il personale della Regione e delle Asl che ha collaborato a questa sfida». Il 23 maggio scorso il tavolo ministeriale aveva già approvato la reingegnerizzazione della rete ospedaliera, in cui spiccano la riclassificazione del presidio di Sulmona come Dea di primo livello, con il mantenimento del punto nascita, «per il quale», ha detto Verì, «è in corso di attivazione un progetto sperimentale da sottoporre alla valutazione del Comitato percorso nascita nazionale», quella degli ospedali di Ortona, Penne e Popoli in presìdi di base sede di pronto soccorso e la classificazione dei presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele in stabilimenti ospedalieri rispettivamente degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, «in cui ubicare specifici reparti specialistici», oltre al riconoscimento al presidio di Atessa della funzione di ospedale di area disagiata.
L'OK DEL MINISTERO
Nel verbale del Comitato Lea, «si propone che venga approvata la rete ospedaliera della Regione Abruzzo, fermo restando che la programmazione del numero massimo di strutture complesse sarà rivalutata una volta che questo Comitato avrà approvato il metodo di calcolo dei punti di erogazione privati».
«In questo passaggio», rimarca l’assessore Verì, «è certificato il lavoro di sensibilizzazione del governo regionale, che ha ottenuto l’apertura di un confronto sui parametri del decreto ministeriale 70, che non possono essere applicati pedissequamente allo stesso modo nelle aree metropolitane e nei territori a scarsa densità abitativa».
«Un risultato, l'ennesimo, che certifica il grande lavoro svolto dalla nostra amministrazione in questa legislatura», ha dichiarato Marsilio, «complimenti in particolare all'assessore Verí e a tutta la squadra: un ringraziamento speciale va al ministro, Orazio Schillaci, che ha saputo cogliere gli elementi innovativi e specifici della Regione Abruzzo, grazie ai quali sono state superate le criticità presenti nei rigidi parametri del decreto ministeriale 70. Una rete che potrà essere modello per la revisione del Decreto stesso a favore delle piccole regioni, delle zone montane e delle aree interne».
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