Riapertura in alto mare: 500 balneatori protestano

Il flash mob degli ombrelloni invade la costa, oggi l’incontro con l’assessore
La stagione estiva naviga in alto mare. Rischia di fallire prima ancora dell’avvio. È una corsa contro il tempo per arrivare al 1° giugno con spiagge pronte e lidi attrezzati per accogliere i turisti. Il governo non si è ancora pronunciato sulle linee guida promesse per la settimana scorsa, la base su cui ragionare per la riapertura degli stabilimenti, e i balneatori abruzzesi si sono fatti sentire: in 500, ieri, hanno animato un flash mob, che ha coinvolto l’intero litorale, da Martinsicuro a San Salvo.
Un ombrellone aperto per ogni stabilimento, il titolare dell’attività a presidiare la spiaggia, nessun assembramento. Anche i bagnini della compagnia “Lifeguard” sono usciti in mare con i mosconi, in segno di protesta.
L’assessore al turismo, Mauro Febbo, incontrerà questa mattina a Pescara sindaci e capitaneria di porto per decidere le misure da adottare, soprattutto per la vigilanza e la gestione delle spiagge libere.
TUTTI IN SPIAGGIA. Da quando? Secondo la Regione, dal 1° giugno, forse anche dalla domenica precedente, il 29 maggio. Ma il tempo stringe e i problemi da risolvere sono moltissimi, come ammette Febbo, che ieri mattina ha tenuto una conference-call con gli assessori al turismo di tutta Italia per confrontarsi sulle direttive da adottare. «Il governo aveva assicurato che le linee guida sarebbero state emanate entro il 6 o 7 maggio», sostiene Febbo, «ma ad oggi non abbiamo una base normativa su cui lavorare. Solo un estratto del provvedimento che, se sarà confermato, non consentirà ai balneatori di far partire la stagione». C’è un passaggio, in particolare, che ha messo in allarme gli operatori del settore: la previsione di un distanziamento, tra i bagnanti, che varia dai 7 ai 9 metri quadrati. Questa la distanza da tenere in spiaggia. «Significa non permettere la riapertura degli stabilimenti, così non ci siamo», evidenzia Febbo, che mette in fila tutti gli interrogativi posti al governo, «ma che non hanno trovato, finora, risposta».
STABILIMENTI E RESTRIZIONI. I nodi da sciogliere sono tanti: gli stabilimenti dati in concessione non sanno ancora come attrezzare le spiagge e a quale distanza posizionare gli ombrelloni per rispettare il distanziamento.
Né sono stati indicati espressamente come entrare in acqua - l’ipotesi in campo prevede corsie verticali delineate con galleggianti, sul modello piscina - e il metodo da applicare per i salvataggi. «Stiamo discutendo con i balneatori anche della necessità di adottare app per la regolamentazione degli ingressi nelle spiagge private, con prenotazione on line e ingressi differenziati», sottolinea Febbo, «non è pensabile arrivare in spiaggia tutti alla stessa ora o seguire un solo percorso». Ingressi scaglionati e orari alternati, chioschi sulla spiaggia chiusi o con vincoli e restrizioni pesanti. Niente feste, né animazione di gruppo.
SPIAGGE LIBERE. In assenza delle linee guida nazionali, che dovrebbero essere emanate in settimana, la Regione nell’incontro con i sindaci e la capitaneria di porto affronterà il delicato tema delle spiagge libere. «Qualche comune ha avanzato l’ipotesi di darle in gestione alle cooperative o ai titolari degli stabilimenti confinanti», spiega Febbo, «prevedendo la presenza di stuart per regolare gli accessi, ma vanno fatti dei corsi di formazione e, anche in questo caso, esiste il problema del salvataggio. Stiamo correndo per aprire la stagione balneare a inizio giugno. Non sarà, certo, un’estate come le altre, questo i balneatori lo sanno. Qualche sacrificio va fatto, ma garantiremo la partenza e, con il passare delle settimane, valuteremo la possibilità di diminuire le restrizioni».
FLASH MOB. Un ombrellone aperto vicino alla battigia. Una sorta di presidio silenzioso, singolo, vista l’impossibilità di fare assembramenti, ma efficace. I balneatori, maglietta da salvataggio, salvagente e mascherina, hanno protestato così. C’era anche il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. «Alla manifestazione hanno aderito 500 balneatori», afferma Riccardo Padovano, presidente regionale Sindacato balneatori Confcommercio (Sib), «un flash mob pensato per stimolare il governo, che è in grande ritardo, ad emanare le linee guida per approntare la stagione turistica. Siamo consapevoli di perdere almeno il 30% degli ombrelloni, rispetto allo scorso anno, ma sollecitiamo misure a tutela della categoria: vogliamo essere inseriti nel pacchetto delle risorse economiche per il turismo, chiediamo l’abolizione del canone o, in alternativa, l’abbattimento del 50% della tassa e una modifica dell’applicazione delle Tari, oltre allo sblocco dei cantieri per le opere di ripascimento e ripristino degli arenili».
«Da settimane siamo abbandonati a noi stessi, orfani delle istituzioni, con proposte surreali, approssimative e superficiali per far riaprire le nostre imprese, che oggi non hanno alcuna prospettiva e certezza», aggiunge Padovano.
«Allestire le nostre spiagge richiede settimane di lavoro, ma senza regole è impossibile: abbiamo bisogno di disposizioni certe, chiare e realizzabili al più presto».
SUBITO LINEE GUIDA. «L’attuale situazione epidemiologica permette di iniziare ad immaginare una futura imminente riapertura delle nostre attività balneari. Preparare le nostre spiagge richiede settimane di lavoro ma, senza regole, è impossibile. Conoscere le modalità di riapertura oggi ci permetterebbe di riaprire a fine mese», dicono Sib Abruzzo, Fiba Confesercenti, Assobalneari Confindustria e Consorzio Ciba. «Ci sentiamo quasi derisi dal moltiplicarsi di proposte presentate sui media, che sappiamo inapplicabili. È necessario che ci vengano fornite indicazioni chiare sulle modalità di riapertura». Di qui, la protesta andata in scena dalle 11 alle 12,30. «Abbiamo organizzato un flash mob simbolico, lungo tutto il litorale, montando un solo ombrellone per ogni stabilimento balneare. Con questa protesta vorremmo richiamare l’attenzione dei bagnanti e spiegare che siamo pronti per partire con la nuova stagione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

