Ricerca industriale, investiti 188 milioni

Il bilancio a due anni dal manifesto regionale sulla fabbrica 2.0. Lolli: «Coinvolgeremo anche le piccole e medie imprese»
L'AQUILA. La Carta di Pescara compie due anni. Il documento programmatico regionale, che integra sviluppo sostenibile, economia circolare e industria, si apre a nuovi scenari, per portare le best practice adottate finora all'interno delle strutture della Regione Abruzzo. All'attivo ha dati che fanno la differenza: 188 milioni di euro investiti nella ricerca, che hanno movimentato 435 milioni di euro di investimenti, con 1.700 imprese coinvolte.
Ne ha parlato il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, nell'auditorium Dompé dell'Aquila, davanti ad una platea di industriali qualificatissima.
«La Carta di Pescara rappresenta la strategia dell'industria abruzzese», ha detto Lolli, «che si colloca su uno dei filoni centrali dell'economia industriale nazionale. Essendo l'Abruzzo una regione con un grande apparato industriale, ma al di sotto dei migliori modelli nazionali per gli investimenti in ricerca, abbiamo stabilito di spostare l'asse, con ottimi risultati. Ne è un esempio Fiat che ha deciso di far diventare l'Abruzzo la quarta regione su cui concentrare nuove risorse in Italia, in ricerca e sviluppo». Più difficile calcolare il dato in termini di ricadute occupazionali. «Il riscontro sull'occupazione arriverà quando coinvolgeremo il sistema delle piccole imprese», ha precisato Lolli, «e, attorno alle Università e alle grandi aziende, sorgerà un sistema di piccole aziende. E' il vero tema della discussione odierna».
La Regione ha lanciato la proposta, accolta favorevolmente, di utilizzare una parte dell'addizionale Irap per costituire un fondo a servizio delle piccole imprese che aderiscono alla Carta di Pescara, operano nel rispetto della sostenibilità e fanno investimenti.
Una sorta di sussidiarietà già sperimentata dalla Fondazione Hubruzzo, fondata a febbraio scorso da otto aziende abruzzesi L-Foundry, Valagro, Proger, Almacis, Honda Italia, Tecnomatic e Zecca energia, sulla scorta della Carta di Pescara. Già 120 le aziende che hanno sottoscritto il documento, 700 sono attenzionate dalla Regione, avendo tutti i requisiti per aderire al progetto. «L'Abruzzo si pone al vertice dell'impresa sostenibile», ha sottolineato Lolli, «siamo la regione con il più alto territorio protetto d'Europa e una di quelle più industrializzate. La sostenibilità è una strategia del sistema industriale e deve diventare una strategia del sistema regione». All'incontro erano presenti il direttore dello stabilimento Dompé dell'Aquila, Annaletizia Baccante, il direttore di Sevel, Angelo Coppola, Mario Lorenzi, direttore di Taumat, Nando Cutarella di Aptar, Giovanni Teodoranti Fabbri, della Fater Smart, Giancarlo D'Annibale, amministratore delegato di Rustichella, Eugenio Coccia, direttore del Gssi e Sergio Galbiati, della fondazione Hubruzzo.
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