Riciclaggio, indagini nel Pescarese L’ortofrutta nel mirino della mala

22 Marzo 2023

Perquisizioni e sequestri della Guardia di finanza in un’azienda del mercato di Villanova di Cepagatti L’Antimafia di Potenza ipotizza un collegamento con l’imprenditore agricolo lucano tra gli 8 arrestati

PESCARA. L’Abruzzo, Pescara in particolare, torna a essere uno dei territori presi in considerazione dalla malavita organizzata che cerca di infiltrarsi nelle attività produttive del territorio.
Dopo la mala foggiana, legata al clan Moretti-Lanza-Pellegrini e alla “Società Foggiana” che ne è una derivazione (arresti eseguiti il 13 marzo scorso), arriva l’operazione “Cagnotta” della distrettuale antimafia di Potenza che tocca ancora una volta il Pescarese e, nello specifico il mercato ortofrutticolo di Villanova di Cepagatti.
Nove le misure cautelari eseguite ieri dai finanzieri della compagnia di Policoro e firmate dal gip del tribunale di Potenza per associazione per delinquere, peculato, riciclaggio ed autoriciclaggio: fatti che sarebbero stati commessi nella provincia di Matera (Policoro e Scanzano Jonico), ma che poi hanno finito per interessare diverse regioni italiane fra cui appunto l’Abruzzo (oltre a Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Puglia) e Pescara.
Al centro della complessa indagine della distrettuale della Basilicata, le attività dell’imprenditore agricolo Aldo De Pascalis, che avrebbe anche distratto ingenti risorse finanziarie provenienti dall'Unione europea (da erogazioni Agea), già da tempo nel mirino della magistratura di Matera.
Stando alla procura, De Pascalis stava cercando di sottrarre alla futura confisca i proventi delle sue attività ritenute illegali, attraverso un complesso e strutturato meccanismo economico-finanziario. Vicende illecite che potrebbero aver interessato anche un’azienda, che opera all'interno del mercato ortofrutticolo di Cepagatti e che ieri è stata a lungo visitata dagli uomini della guardia di finanza di Pescara che hanno eseguito una serie di perquisizioni e di sequestri su delega della magistratura di Matera.
L’obiettivo delle fiamme gialle è quello di verificare gli eventuali rapporti commerciali con l’azienda di De Pascalis, e accertare se vi siano stati rapporti regolari o meno con il principale protagonista di questa operazione. Tutta la documentazione acquisita dalla finanza pescarese dovrà essere passata sotto la lente degli specialisti delle fiamme gialle per capire il ruolo eventualmente avuto dalla azienda pescarese in questa vicenda.
De Pascalis era già stato rinviato a giudizio per vicende connesse al reimpiego di denaro proveniente dalle attività delittuose poste in essere dall'organizzazione operante nell'area metapontina, «per acquisire terreni, immobili e macchinari ed acquistare “a nero” prodotti ortofrutticoli provenienti da produttori terzi, dissimulandone», come scrive in una nota la distrettuale antimafia di Potenza, «la reale provenienza e indicando, quale fonte produttiva, i terreni intestati o in uso alla propria azienda agricola». Si parla di produzioni agricole di alta qualità, esportate in tutto il territorio nazionale ed europeo.
L’obiettivo di De Pascalis, secondo l'accusa, era quello di portare la sua azienda, ormai sottoposta ad amministrazione giudiziaria, a un progressivo depauperamento, esponendola al rischio di dissesto. Operazione che prevedeva anche il trasferimento di utili alla “Società agricola Dea Frutta srl” riconducibile alla coniuge. E questa pratica, stando all’accusa, «avveniva mediante il coinvolgimento di venditori/posteggianti compiacenti operanti su numerosi mercati ortofrutticoli nazionali, fra cui appunto quello di Pescara, i quali sottraevano quote rilevanti di ricavi, per incassarne il quantum con consegne di somme in contanti extra-conto, che i coinvolti denominavano “cagnotta”». In carcere sono finiti Aldo De Pascalis, Antonietta Rizzello, Rossana De Pascalis e Leo De Pascalis; ai domiciliari Maria Marsico, Girolamo Dell'Olio, Patrizio D'Angiò e Saverio Alessi; obbligo di dimora per Donato Coviello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA