Ricominciano anche i funerali, l’arcivescovo: massima igiene, tutti con la mascherina
Da oggi è consentito anche dare l’ultimo saluto ai propri cari, con funerali che non superino le 15 persone. Questa prima riapertura delle chiese, dopo la settimana Santa, ha indotto l’arcivescovo...
Da oggi è consentito anche dare l’ultimo saluto ai propri cari, con funerali che non superino le 15 persone. Questa prima riapertura delle chiese, dopo la settimana Santa, ha indotto l’arcivescovo Tommaso Valentinetti a scrivere ai parroci dell’arcidiocesi Pescara-Penne, invitandoli a una serie di cautele. E facendo riferimento alle regole della Cei, dopo aver contattato i singoli vicari foranei, Valentinetti elenca le sue raccomandazioni, dall’igienizzazione degli spazi ecclesiali in cui viene svolta la celebrazione al ricambio d’aria alla fine di ogni celebrazione. Per i funerali, da preferire dove possibile la celebrazione in luogo aperto. Per le parrocchie che non disponessero di spazi sufficienti è possibile considerare anche i piazzali antistanti al cimitero. «Consiglio di avvertire sempre la famiglia del defunto e l’impresa di pompe funebri riguardo il numero consentito di partecipanti. A questi possono aggiungersi un massimo di tre persone per il servizio alla celebrazione. Il rito delle esequie sia officiato con la mascherina; ci si assicuri delle distanze di sicurezza, sia sul presbiterio che nell’aula di culto. La mascherina sarà tolta nel momento in cui ci comunicheremo. Prima di farlo consiglio di allontanare ad un lato dell’altare la pisside che sarà utilizzata per i fedeli.
Ometteremo ancora il segno di pace. La comunione sarà distribuita esclusivamente sulle mani. Sarà il sacerdote, sempre munito di mascherina, a raggiungere i fedeli al loro posto per la comunione». E ancora, ai sacerdoti: «Si curi l’igiene personale e delle mani, in particolare prima della distribuzione dell’Eucaristia», e «sarebbe opportuno fornire le nostre chiese – per un’attenzione gentile e premurosa – di un distributore di igienizzante. È bene riassumere le norme di partecipazione su una locandina pubblica da esporre sulle bacheche delle parrocchie». Aggiunge l’arcivescovo: «Potrebbe anche accadere che, nei primi giorni della settimana, non saremo forniti di termometro digitale. È chiaro che anche in questo caso possiamo aiutarci fraternamente».
Ometteremo ancora il segno di pace. La comunione sarà distribuita esclusivamente sulle mani. Sarà il sacerdote, sempre munito di mascherina, a raggiungere i fedeli al loro posto per la comunione». E ancora, ai sacerdoti: «Si curi l’igiene personale e delle mani, in particolare prima della distribuzione dell’Eucaristia», e «sarebbe opportuno fornire le nostre chiese – per un’attenzione gentile e premurosa – di un distributore di igienizzante. È bene riassumere le norme di partecipazione su una locandina pubblica da esporre sulle bacheche delle parrocchie». Aggiunge l’arcivescovo: «Potrebbe anche accadere che, nei primi giorni della settimana, non saremo forniti di termometro digitale. È chiaro che anche in questo caso possiamo aiutarci fraternamente».

