Ricorso al Tar contro il primario: «Favorì la fidanzata del figlio»

In palio due posti da ortottista: il medico a capo della commissione allo scritto ha dato il massimo dei voti alla ragazza e a un collaboratore storico. I legali di un’esclusa: incompatibile, tutto da rifare
PESCARA. C’è un concorso per due posti da ortottista alla Asl 2 di Lanciano-Vasto-Chieti e c’è una foto che scatena un putiferio e rischia di mandare a monte tutto: quella di una delle concorrenti, con il figlio del presidente della commissione esaminatrice, il direttore dell’unità operativa Oculistica dell’ospedale di Lanciano Domenico Pellegrini.
All’epoca del concorso, lo scorso primo luglio, i due ragazzi sono fidanzati, e la foto della coppia davanti all’albero di Natale di casa viene ripescata da Facebook (nonostante la concorrente si fosse cancellata già a maggio) quando, dopo lo scritto del primo luglio di quest’anno, la futura nuora del presidente di commissione passa la prova (il 7 luglio) con il massimo dei voti, insieme con un collaboratore di studio e di ospedale dello stesso dottor Pellegrini. Una doppia coincidenza che arma la rabbia dei tanti esclusi all’orale, ben 68 su 85 partecipanti, che alla fine vedono arrivare primi allo scritto il collaboratore (che poi vincerà) e la futura nuora del presidente di commissione che dopo l’orale si classifica quarta e comunque a un passo da un eventuale ripescaggio in graduatoria nelle singole strutture della Asl.
Il ricorso. Nasce da qui, e dai componimenti che risulterebbero copiati dai due presunti favoriti, il ricorso con cui per conto di una delle concorrenti bocciate allo scritto, la pescarese Giada D’Andreamatteo, gli avvocati Carlo Costantini e Luca Presutti chiedono al Tar di Pescara l’annullamento di concorso e graduatoria. Facendo leva, anche, sulle «esigenze di tutela della salute pubblica che impongono di ritenere che soggetti che copiano interamente il compito scritto non possano svolgere mansioni del profilo messo a concorso neppure per un giorno».
Tutto da rifare, secondo gli avvocati che nel ricorso presentato a metà ottobre sollevano innanzitutto il presunto conflitto di interessi del presidente di commissione, denunciandone e motivando ampiamente la sua incompatibilità, ma anche la violazione del principio di segretezza delle tracce (che sarebbero state rilevate in anticipo ai due presunti favoriti), l’eccesso di potere per lo sviamento dell’azione amministrativa (una componente della commissione sarebbe stata sostituita con un nome fuori dalla rosa dei supplenti già nominati, senza che nessuno rilevasse alcuna incompatibilità) e, ancora la violazione del divieto di comunicazione con l’esterno e tra concorrenti.
L’incompatibilità. L’incompatibilità c’è eccome, fanno rilevare gli avvocati che nel ricorso evidenziano come tra la ragazza e il dottor Pellegrini sussista un vincolo di affinità di primo grado, ricordando che tra i casi in cui il componente di una commissione esaminatrice ha l’obbligo di astenersi c’è quello in cui il componente stesso «ha un interesse nel concorso, è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione o è convivente o commensale abituale di un concorrente» e, anche, «se è tutore, agente o datore di lavoro di un concorrente». Tenuto conto che, secondo quanto ribadito dal Consiglio di Stato, «in presenza dei legami idonei a radicare il sospetto di parzialità, è sufficiente a radicare l’incompatibilità anche il solo pericolo di una compromissione dell’imparzialità di giudizio».
La fidanzata e il collaboratore. Incompatibilità che secondo i legali, nel caso del concorso di Lanciano si concretizza in almeno quattro ipotesi: il dottor Pellegrini avrebbe un interesse personale nel concorso in quanto una dei candidati è la fidanzata del figlio da cinque anni, e la vittoria del concorso «avrebbe reso più vicina la prospettiva a realizzare i loro progetti di vita». E avrebbe un interesse personale perché anche «il conseguimento della sola idoneità da parte della fidanzata del figlio, conferisce comunque punteggio in caso di partecipazione a concorsi futuri e, in ogni caso, con un verosimile scorrimento di graduatoria, consentirebbe di ottenere la sottoscrizione del contratto di lavoro».
Ma l’ipotesi di incompatibilità ricorre anche perché la fidanzata del figlio è da ritenersi una commensale abituale, visto che «è nozione di fatto che i genitori consumino spesso i pasti con i propri figli in compagnia dei fidanzati». Ma incompatibilità, sostengono Costantini e Presutti, ci sarebbe anche in relazione alla presenza, e alla vittoria del posto di ortottista, del collaboratore con cui il dottor Pellegrini avrebbe lavorato per 11 anni all’ospedale di Lanciano.
Elaborati copiati. Entrando nel merito della prova, nel ricorso si fa notare che «vi sia stata una fuga degli argomenti della prova scritta nei giorni precedenti alla seduta d’esame. Non si spiegano altrimenti», scrivono gli avvocati, «come la candidata che supera con 30/30 la prova scritta, laureata soltanto nel 2010 e priva di titoli e di esperienze professionali di rilievo, abbia potuto redigere un elaborato che ha ottenuto il massimo punteggio su un argomento quasi ignorato dagli altri concorrenti, anche da quelli di comprovata esperienza». L’effetto è che passano lo scritto 17 candidati su 85 e tra questi, gli unici a prendere il massimo dei voti illustrando “l’aprassia di Cogan” sono il collaboratore e la nuora del primario. «Non può essere un caso», sottolineano i due legali che nei due elaborati individuano stralci più o meno identici a quelli di un articolo pubblicato su una rivista scientifica reperibile su Internet: «Tutto questo fa supporre che i due conoscessero preventivamente la domanda della prova scritta e abbiano fatto una ricerca approfondita».
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