Ricorso al Tar per il nuovo asilo: il Comune contro 56 residenti

9 Gennaio 2023

La giunta ha deciso di opporsi in giudizio ai cittadini che contestano la scuola al posto del parco L’amministrazione: «Il progetto andrà avanti». Il Pd: «Le alternative ci sono, Masci cambi idea»

PESCARA. Si inasprisce lo scontro tra Comune e residenti per la realizzazione di un nuovo asilo nido al posto di un parco pubblico in via della Fornace Bizzarri. L’amministrazione ha dato mandato all’Avvocatura dell’ente di resistere in giudizio contro il ricorso presentato da 56 cittadini fortemente contrari all’intervento.
L’amministrazione comunale ha fatto sapere che intende andare avanti perché ha già ottenuto i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Il progetto non verrà fermato», è stato detto. Ma i residenti non sono intenzionati a cedere e nel ricorso hanno contestato, in particolare, «eccesso di potere», da parte dell’amministrazione comunale, «per difetto radicale di istruttoria», «falso supposto di diritto», «eccesso di potere per illegittimità derivata». Da qui la richiesta al Tar di accogliere il ricorso, previa concessione di «idonea misura cautelare, formulando espressa riserva di separata istanza risarcitoria, con vittoria di spese e competenze di lite».
L’avvocatura del Comune ha quindi suggerito all’amministrazione di resistere in giudizio e nei giorni scorsi la giunta ha dato mandato in tal senso ai suoi legali approvando un’apposita delibera.
Ma anche la maggioranza appare divisa su questa questione. Nelle settimane scorse, l’Udc ha scritto una lettera al sindaco Carlo Masci per chiedere un ripensamento sull’argomento. «L’Udc di Pescara», è stato scritto, «considera un errore costruire una scuola dell’infanzia nell’area verde di via della Fornace Bizzarri e invita l’amministrazione comunale a trovare una soluzione che veda tutti d’accordo». E ancora: «I dirigenti centristi sono estremamente preoccupati anche per l’intenzione da parte di tanti residenti di intraprendere iniziative giudiziarie per contrapporsi alla scelta del Comune. Riteniamo che non si debba mai arrivare a questi livelli di contrasto con la cittadinanza, auspichiamo che si trovi al più presto una soluzione».
E un altro appello è arrivato ieri dal Pd. «Non c’è alcuna ragione tecnica, amministrativa o di ragionevolezza», ha detto il capogruppo Piero Giampietro, «perché il Comune di Pescara debba costruire gli asili nido proprio al posto del parco di via della Fornace Bizzarri e degli orti urbani di via Santina Campana. Abbiamo dimostrato che in entrambi i casi le alternative ci sono ed erano più convenienti, più sostenibili, più popolari e persino più rispettose dei soldi dei pescaresi, con i quali le due aree sono state attrezzate e manutenute». «L’area cosiddetta ex Cocea, in via Celestino V», ha osservato il capogruppo, «è più idonea rispetto al parco di via della Fornace Bizzarri, così come le pertinenze delle scuole Gescal o l’ex casa di riposo di via Arapietra rispetto alla cementificazione di via Santina Campana».