Ricoveri da record in intensiva: sono 85

3 Marzo 2021

Ma per una volta i guariti superano il numero dei nuovi casi

Se è vero che i ricoveri e, soprattutto, le terapie intensive sono il termometro della pandemia sul territorio, la situazione in Abruzzo continua a peggiorare, nonostante le restrizioni in atto. Il numero dei pazienti in rianimazione a causa del Covid-19 raggiunge un nuovo record. Sono 85. Mai erano stati così tanti, neppure nei giorni più duri dell’ondata autunnale. Ai dati pesantissimi sui ricoveri si contrappongono quelli positivi sui guariti, che sono 291, e risultano essere più dei nuovi casi (246). Ma ci sono anche altri undici morti.
VITTIME. Il bilancio delle vittime sale a 1.720. I decessi (cinque sono relativi ai giorni scorsi) riguardano persone di età compresa tra 58 e 94 anni: quattro nel Chietino, cinque nel Teramano, una nell'Aquilano e una nel Pescarese.
Le sei vittime più recenti sono un 76enne di Pettorano sul Gizio, due 83enni, uno di Ortona e l'altro di Gessopalena, una 84enne di Ortona, una 88enne di Chieti e una 92enne di Pescara.
NUOVI CASI. I 246 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 3.681 tamponi molecolari. È risultato positivo il 6,68% dei campioni analizzati. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di sette mesi del Pescarese e il più anziano una donna di 98 anni del Chietino. Quelli con meno di 19 anni sono 27: sette in provincia dell'Aquila, due in provincia di Pescara, cinque in provincia di Chieti e 12 in provincia di Teramo.
Le località con più nuovi casi sono Chieti (24) e Pescara (23). Poi ci sono Roseto degli Abruzzi (17), Montesilvano (12), L'Aquila (11) e Orsogna (11). A livello territoriale, l'incremento più consistente si registra in provincia di Chieti (+85). Segue il Teramano (+66), che continua a mostrare segnali di peggioramento.
RECORD TERAPIE INTENSIVE. Continua ad aumentare il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva. Nelle ultime ore in rianimazione se ne contano quattro in più, al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi ricoveri. Il tasso di occupazione dei posti letto sale al 41,4%, a fronte di una soglia di allarme del 30%.
Dei 719 pazienti ospedalizzati, 634 (uno in più rispetto a ieri) sono invece in area medica. Anche in questo caso il tasso di occupazione è oltre la soglia di allarme. I guariti delle ultime ore sono 291: così il totale arriva a 40.135.
TRACCIAMENTO. Soffre, in particolare, l'ospedale di Pescara, dove la pressione è fortissima. Nel capoluogo adriatico, visti i numeri delle ultime settimane, è l'intero sistema ad essere in affanno.
Al punto che il tracciamento dei contatti è sostanzialmente saltato, anche a causa della mancanza di personale. La Asl, però, corre ai ripari: da oggi sono in servizio 20 nuovi operatori che si occupano proprio di contact tracing, una delle attività fondamentali per contenere la circolazione del virus.
VARIANTI. Una notizia positiva arriva sul fronte varianti. I due laboratori abruzzesi che si occupano di sequenziamento hanno trasmesso all'Istituto superiore di sanità i dati relativi ai tamponi del 18 febbraio risultati positivi, ma non riconducibili alla variante inglese: dagli accertamenti non sono emersi contagi legati alle varianti brasiliana e sudafricana, le più temute. In Abruzzo, nelle scorse settimane, ci sono stati casi di brasiliana, subito circoscritti. Il direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell'università di Chieti, Liborio Stuppia, sottolinea che «a contendersi il territorio al momento sono la variante inglese e il ceppo originario».