Ricreazione in classe al Bellisario di Pescara perché gli studenti fumano troppo

10 Aprile 2016

La preside Consolazio vieta di andare in cortile nei dieci minuti di pausa: mi attengo alle disposizioni ministeriali

PESCARA. Driin! Sono le 10.55, al liceo Bellisario di via Einaudi suona la campanella della ricreazione, ma atrio e cortile della scuola, nei dieci minuti di riposo tra una lezione e l'altra, sono deserti. O quasi. Si nota solo qualcuno di fronte alle macchinette delle merendine. L'altro ieri, la dirigente scolastica, Gabriella Consolazio, ha deciso che durante l'intervallo gli studenti non potranno più uscire fuori dalle aule per recarsi in cortile, che tra l'altro, in questo periodo, è l'unica via d'accesso alla scuola, posto che l'ingresso principale è transennato per lavori in corso.

Perché questa restrizione? «Le sigarette. Gli studenti fumano troppo. Se guarda per terra può vedere uno strato di cicche», spiega la preside. Si chiude dunque il cerchio al liceo artistico Misticoni-Bellisario (questo il nome completo dell'istituto di istruzione superiore), dopo che proprio pochi mesi fa anche nella sede del Misticoni, in viale Kennedy, la dirigente aveva disposto il medesimo divieto di uscire dalle classi durante la pausa della ricreazione.

Il motivo è lo stesso. Evitare che, come previsto dalla legislazione nazionale, si fumi a scuole e nelle pertinenze dell'edificio, quindi anche nel cortile. Fatto è che ieri, a 24 ore dal divieto, nella sede di via Einaudi, dieci minuti prima che suonasse la campanella per la ricreazione, tre studenti erano fuori, in cortile. E una di essi, aveva una sigaretta accesa in mano. «Noi usciamo lo stesso» dice la studentessa, noncurante del divieto fresco di un giorno.

«E comunque», prosegue la ragazza, «sappiamo pure che gli insegnanti cominciano a scrivere note comportamentali sul registro scolastico, per chi trasgredisce il divieto di fermarsi in cortile». E sullo stesso cortile, una docente si chiede chi dovrebbe essere deputato a far rispettare il regolamento scolastico. «C'è una difficoltà oggettiva nella sorveglianza», osserva la prof. «Se uno studente ci chiede di andare in bagno, come possiamo poi controllare se va a fumare da qualche parte oppure no?».

Ieri intanto, nell'istituto, ha cominciato a circolare un documento promosso dai rappresentati di classe, con il quale si chiederebbe un incontro con la preside e discutere del provvedimento che, manco a dirlo, non piace ad ampie fasce di studenti. «Non ne so nulla», riprende la dirigente Consolazio, «tuttavia la disposizione è questa e non ritorno sui miei passi. Comunque sono qua», aggiunge la preside, «e se gli studenti mi chiedono un incontro, sono pronta ad ascoltarli. Nell'occasione spiegherò ulteriormente questa disposizione». E a chi le obietta che rimanere chiusi in aula durante i dieci minuti della ricreazione, potrebbe sembrare eccessivamente restrittivo, Consolazio fa notare che, in realtà, «gli allievi del Bellisario possono muoversi, perché alla fine dell'ora, si spostano da un laboratorio all’altro».

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