Ridotto a pezzi il ponte chiuso e abbandonato

L’attraversamento sul fiume è inagibile da agosto per problemi di sicurezza ma i lavori non sono mai iniziati e intanto è meta di sbandati e tossicodipendenti
PESCARA. Il ponte ciclopedonale sul fiume Pescara, che versa in condizioni pessime a seguito degli atti vandalici dei mesi scorsi, è stato chiuso. L’accesso è stato sbarrato con recinzioni in legno posizionate ai punti di ingresso e messe su con delle tavole (incastrate tra loro e fissate con i chiodi) e una rete di plastica. Ma il blocco, creato nei giorni scorsi, è durato davvero poco. Qualcuno si è subito preoccupato di danneggiare, se non buttare giù, le recinzioni per avere comunque la possibilità di accedere al ponte di legno, meta di sbandati e tossicodipendenti, come dimostrano le siringhe che si trovano ai margini della struttura insieme a rifiuti di ogni genere.
Non è una novità, perché lo stesso trattamento è stato riservato negli ultimi mesi alle transenne che, a ripetizione, sono state posizionate nei vari punti di ingresso al ponte e sono state subito spostate da chi voleva passare ad ogni costo. Si è andati avanti così dal 20 agosto 2015, giorno in cui il Comune ha stabilito (con una ordinanza) che la struttura è inagibile e deve essere chiusa (temporaneamente) in vista del ripristino delle condizioni di sicurezza. Fino ad oggi i lavori, di competenza della Provincia, non sono stati eseguiti e i segni del degrado sono ancora tutti lì: tavole divelte oppure bruciate dal fuoco, se non addirittura bucate, punti traballanti e chiodi sporgenti. Per evitare che si verifichino incidenti sono stati evidenziati i punti più pericolosi con transenne e coni segnaletici.
La chiusura poteva e forse doveva servire a scongiurare pericoli ma qualcuno preferisce ignorare questo concetto e attraversare comunque il ponte. Di fronte alla situazione disastrosa di questo viadotto e alla assoluta inciviltà di chi lo frequenta, hanno il sapore di una presa in giro i cartelli posizionati all’ingresso che annunciano la presenza di telecamere controllate a distanza e chiedono ai cittadini di rispettare aiuole, piante e fiori (inesistenti).
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