Riecco il traghetto per la Croazia: le partenze dal porto turistico

Riunione alla Capitaneria per decidere come ripristinare i viaggi verso l’altra sponda dell’Adriatico Il progetto prevede l’utilizzo dal 2022 di un aliscafo da 500 posti, esclusa la darsena commerciale
PESCARA. Dopo cinque anni di stop, Pescara potrebbe tornare a riavere nel 2022 i collegamenti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico. Il progetto è pronto, è stato presentato ieri mattina durante un vertice alla Direzione marittima in cui erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale, della Camera di commercio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’assessore alla mobilità del Comune Luigi Albore Mascia.
L’obiettivo è quello di ripristinare i collegamenti per la prossima estate utilizzando non più il porto canale come in passato, ma il porto turistico. Si tratta di un progetto piuttosto ambizioso, perché il Marina di Pescara non ha mai ospitato traghetti o aliscafi per i viaggi verso l’altra sponda dell’Adriatico.
«Per questo ora il progetto», ha rivelato Sospiri, «dovrà essere esaminato dalla Direzione marittima e dall’Autorità di sistema portuale per verificare se esistano le condizioni per effettuare i collegamenti». I partecipanti alla riunione di ieri dovranno tornare ad incontrarsi tra una decina di giorni e in quell’occasione dovrebbe arrivare un responso.
«Ovviamente, ci sono numerose difficoltà», ha fatto presente Albore Mascia, «l’idea iniziale era quella di utilizzare il porto canale, ma chiunque debba organizzare un collegamento deve avere innanzitutto la garanzia che si possa fare e avere una programmazione di almeno quattro o cinque mesi. Per questo si stanno studiando soluzioni alternative». «Attualmente è una montagna tutta in salita, ma ci stiamo lavorando per rendere il progetto attuabile», ha aggiunto. «Ripristinare il collegamento dove una volta partiva la nave Tiziano», ha affermato l’assessore, «è da escludere perché lì i fondali oggi non garantiscono la navigabilità anche di un’imbarcazione che peschi 3 metri e mezzo. Magari per l’estate prossima i dragaggi necessari saranno anche effettuati, ma oggi prima di impegnare un eventuale armatore si deve avere la certezza che questo possa accadere».
«L’ipotesi di un collegamento con Hvar oDubrovnik è un dettaglio che verrà esaminato in seguito», ha precisato Albore Mascia, «perché se non si risolve il problema della partenza diventa difficile risolvere quello dell’arrivo». «Il problema sono sempre i fondali troppo bassi», ha spiegato l’assessore, «per questo motivo la darsena commerciale non è utilizzabile, visto che sarà l’ultima ad essere dragata quando finalmente verranno fatte le opere infrastrutturali, e nemmeno il lungofiume che era la seconda ipotesi».
A questo punto, sembrerebbe accantonata definitivamente l’idea del porto canale e si fa sempre più probabile quella del porto turistico come alternativa. Il progetto presentato ieri, comunque, prevede di utilizzare per i collegamenti un aliscafo da 500 posti, ma senza possibilità di trasportare automezzi.
Non si sa, tuttavia, se qualche compagnia marittima possa essere disponibile a garantire i nuovo collegamenti con Spalato. La Snav, cinque anni fa, lasciò Pescara e decise di non tornare più proprio a causa dei problemi riscontrati per i fondali troppo bassi. Tutti i tentativi effettuati negli anni successivi di riportare a Pescara le imbarcazioni per la Croazia sono falliti clamorosamente. I continui insabbiamenti del porto hanno scoraggiato tutte le compagnie, a cominciare dalla Snav. I dragaggi non sono bastati per garantire la navigazione sicura, né all’interno della darsena commerciale e né nel porto canale.
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