Riello, arriva l’ipotesi di accordo Oggi la decisione dei lavoratori

Dopo il vertice con l’azienda e la Regione, i 90 dipendenti a confronto per accettare o no la proposta E mercoledì prossimo c’è il tavolo nazionale del Mise. L’assessore Quaresimale: «Siamo fiduciosi»
PESCARA. L’ipotesi di accordo c’è, ora tocca ai 90 dipendenti della Riello, l’azienda del gruppo Carrier che produce caldaie a Cepagatti, decidere se accettare. Il vertice tra Regione, sindacati e azienda Riello, ha prodotto un documento di massima al termine di una trattativa complessa, con cinque linee guida per tutelare l’uscita di scena dello stabilimento di Villanova di Cepagatti, che trasferisce la produzione in Polonia, e soprattutto il futuro dei 90 lavoratori. La palla ora, è tra i loro piedi: oggi dovranno decidere se accettare l’accordo, con votazione a maggioranza, e proseguire la trattativa sul tavolo nazionale del ministero dello Sviluppo Economico, in programma mercoledì prossimo, oppure rifiutare la proposta.
I DETTAGLI DELL’INTESA
Dopo l’iniziale reticenza, l’azienda è scesa a compromesso con i sindacati, grazie anche alla mediazione della Regione. «Se guardiamo da dove siamo partiti», sottolinea l’assessore Pietro Quaresimale, «questo accordo è un buon risultato. L’azienda aveva assunto un atteggiamento rigidissimo ma ora qualcosa è cambiato. Sono fiducioso per i prossimi passi, e vogliamo assicurare ai lavoratori tutti gli ammortizzatori possibili per uscire da questa delicata situazione». Dopo ore di riunione fiume, è spuntata fuori l’ipotesi di accordo che si articola cinque punti. Il primo riguarda l’estensione dell’accordo a tutti i 90 addetti dello stabilimento, includendo dunque anche i 19 lavoratori (17+2 addetti alle vendite) impegnati nel centro ricerche della Riello che in un primo momento erano stati esclusi perché: a loro è stato proposto il trasferimento negli stabilimenti di Legnago e Volpago. Sul tavolo c’è anche la possibilità, per i lavoratori, di usufruire della cassa integrazione (per cessazione dell’attività) per un anno. Il terzo punto impegna i vertici della Riello e la Regione alla reindustrializzazione del sito di Cepagatti con la ricerca di nuovi acquirenti. «Qualche approccio c’è già stato», conferma Quaresimale, «ma al momento le trattative sono in una fase embrionale».
Il quarto punto dell’accordo regola gli incentivi economici per i lavoratori che decideranno di lasciare l’azienda, mentre l’ultimo aspetto definisce gli incentivi per i lavoratori che accetteranno il trasferimento nei siti produttivi del Nord Italia.
LE CIFRE
La Regione ha anche fornito i dettagli degli incentivi previsti per i lavoratori: chi opterà per l’abbandono dell’azienda entro 30 giorni, riceverà 45 mila euro più 5 mila di bonus in caso di decisione entro 30 giorni. Chi lo farà dal 31° giorno e fino al 31 luglio 2022, riceverà un incentivo di 25 mila euro più 5 mila di bonus.
CHI DECIDE DI TRASFERIRSISu 71 lavoratori a rischio, solo 19 (più altri 22 del reparto produzione) hanno ricevuto la proposta di trasferimento al nord. Ma la gestione pratica e operativa di un’operazione simile presenta ostacoli evidenti. Ecco perché, nel nuovo accordo, sono previsti incentivi per chi dovesse accettare il trasferimento. In questo caso, l’azienda prevede il rimborso di tutte le spese per il primo mese dopo il trasferimento, 20 mila euro per i successivi due anni e 5 mila euro una tantum.
I PROSSIMI PASSI
La palla ora passa ai lavoratori che dovranno esprimersi a maggioranza sull’ipotesi di accordo. In caso di esito positovo, venerdì l’accordo verrà sottoscritto e finirà sul tavolo nazionale del Mise di mercoledì 3 novembre.

