Riello, l’azienda chiude e lascia l’Abruzzo

13 Ottobre 2021

Incontro in Confindustria, confermato il piano di dismissione. I sindacati: ora la riconversione del sito

PESCARA. Profonda amarezza e tristezza, ma anche speranza e voglia di non mollare. Questi i sentimenti dei lavoratori della Riello di Villanova di Cepagatti dopo l'incontro di ieri mattina in Confindustria, il terzo dall'inizio della vertenza, fra le rappresentanze sindacali di Cgil e Uil con l'azienda. Azienda che ha ribadito e stavolta in maniera definitiva che «non si torna indietro», che la «Riello in Abruzzo non rimane» e che «si è di fronte ad una cessione e non ad una riorganizzazione».
Ed ora, per i 71 lavoratori che rischiano di rimanere a casa, oltre ai 19 che saranno trasferiti, gli scenari possibili sono rappresentati da ammortizzatori e reindustrializzazione. Una speranza in più per loro in serata è arrivata con l'annuncio del consigliere del Pd Antonio Blasioli che il 20 ottobre ci sarà il tanto atteso tavolo al ministero dello Sviluppo economico. «Il fatto che l'azienda abbia dichiarato ieri che stiamo di fronte ad una cessazione e non ad una riorganizzazione», sottolinea il segretario provinciale della Fiom Alessandra Tersigni, «significa che non è aperta agli ammortizzatori conservativi cioè quelli di rilancio del sito produttivo, ma nel caso solo agli ammortizzatori sociali legati alla chiusura. Una posizione la loro netta. Se una trattativa sarà avviata è legata quindi, come già riferito, solo alla chiusura. Ma qui c'è di mezzo la vita e il futuro di decine di famiglie. Pertanto la discussione va spostata su un tavolo che veda presenti le istituzioni. Dal momento che anche la Regione ha dichiarato che ci sono delle manifestazioni di interesse, confidiamo in una continuità a Villanova anche con altri nomi, con altri marchi per poter proseguire a garantire un reddito a tanti lavoratori. Se l'azienda non intende tornare indietro, come d'altra parte ci ha detto a chiare lettere, noi puntiamo sulla reindustrializzazione perché ci dà la possibilità di dare salario, continuità e non abbandonare le persone per strada».
Con il verbale di mancato accordo di ieri, che verrà inviato alla Regione e alle istituzioni, si chiude dunque la fase sindacale e si apre quella amministrativa con un tavolo più allargato. «E questo», ribadisce Tersigni, «per iniziare a trattare un futuro per il sito e per l'occupazione, anche se non sappiamo in che forma». «Adesso», fa presente Riccardo Nunziato della Uilm, «aspettiamo l'incontro in Regione, dove si potrà entrare nel merito della questione. L'azienda è ferma e purtroppo non torna indietro. Ieri c'è stato un primo approccio per gli ammortizzatori sociali e gli incentivi».
Per qualche lavoratore, sarebbe meglio andare subito a trattare con l'azienda, per altri invece bisogna continuare a lottare. «C'è amarezza per la conferma della chiusura», sottolinea Andrea Taranto, «ma per il nostro posto di lavoro noi proseguiremo a combattere. Lottiamo e lotteremo per avere tutto ciò che si può avere, compresa la riconversione industriale del sito. Aspettiamo che gli imprenditori si facciano avanti. Noi non molliamo, questo è certo». A supporto dei 71 lavoratori, il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini sarà venerdì 15 a Villanova per partecipare ad un'assemblea davanti ai cancelli della Riello. «Si parlerà», spiega Tersigni, «delle delocalizzazioni e delle varie vertenze che ci sono in questo momento sul territorio regionale e su quello pescarese. E quindi anche della Brioni e della Riello. Già la sua presenza sarà un modo per incoraggiare le tante persone che stanno lottando per il proprio futuro». Una lotta che va avanti dagli inizi di settembre, da quando è arrivata la notizia della dislocazione del sito e dei licenziamenti. Sindacati, Rsu e lavoratori hanno messo in campo da subito una serie di iniziative di protesta, chiedendo allo stesso tempo il sostegno delle istituzioni.
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