Riello, l’azienda non torna indietro E oggi la manifestazione a Pescara

23 Settembre 2021

Fumata nera dall’incontro di ieri in Confindustria con i sindacati. Tersigni (Fiom): è muro contro muro La rabbia dei lavoratori: «Intervenga la politica». E il 27 incontro con il ministro del Lavoro Orlando

CEPAGATTI. Resta senza sbocchi il dialogo tra i sindacati e la Riello (gruppo Carrier) sulla annunciata chiusura dello stabilimento di Villanova di Cepagatti, con 71 addetti da licenziare e 19 da trasferire per concentrare la produzione in altri stabilimenti del nord e l’assemblaggio in Polonia. Ieri mattina il muro contro muro si è riproposto nella sede di Confindustria, in via Raiale, dove i rappresentanti dell’azienda e quelli dei lavoratori si sono incontrati nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo. La richiesta dei sindacati era ed è sempre la stessa e cioè azzerare i licenziamenti ma Riello non intende cambiare strategia e si è limitata a chiedere di valutare altre strade, il che vuol dire ipotizzare degli incentivi (a licenziamento avvenuto).
«Non c’è trattativa, per noi. Non firmiamo licenziamenti e andiamo avanti per la nostra strada», ha ribadito per l’ennesima volta Alessandra Tersigni, della Fiom Cgil riferendo i contenuti dell’incontro ai lavoratori che ieri mattina hanno deciso di spostarsi direttamente sotto alla sede di Confindustria, in via Raiale, con l’immancabile polo rossa della Riello. In queste settimane, dopo l’annuncio della chiusura, il personale ha fatto di tutto per far sentire la propria voce: scioperi, presidi a Cepagatti e Pescara (durante un vertice in Regione), poi l’incontro con Giuseppe Conte a San Giovanni Teatino e domani di nuovo a Pescara, in piazza della Rinascita, alle 17, per sensibilizzare quante più persone possibile su una vertenza che ha gettato nello sconforto novanta famiglie. Quello di oggi «sarà un appuntamento simbolico, per far capire che la vicenda Riello riguarda tutti. Alla politica diciamo “basta con le promesse” perché tutti ci assicurano che stanno sollecitando il ministero per lo Sviluppo economico per l’avvio di un tavolo ma la convocazione non è ancora arrivata. Ed è grave che non ci sia una risposta, anche dopo la richiesta inviata dal presidente della Regione Marco Marsilio», ha aggiunto la sindacalista. «Di fronte al ministero», ha aggiunto Riccardo Nunziato della Uilm, «l’azienda si dovrà prendere le proprie responsabilità. Intanto il 27 una delegazione incontrerà il ministro del Lavoro Andrea Orlando, atteso a Lanciano (alle 18.30, ci sarà anche una delegazione della Brioni). Poi il 12 ottobre si terrà un altro incontro con l’azienda, sempre nell’ambito della procedura già avviata».
Intanto i confini della protesta si sono allargati, e di molto. Martedì il personale di Legnago (Verona), dove la Riello trasferirà la produzione dello scambiatore di caldaia creato e sperimentato in Abruzzo, ha scioperato per 8 ore, fermando la produzione. «Temono che la riorganizzazione possa coinvolgerli», ha detto sempre Tersigni sottolineando che «la vertenza è stata unita». Dal Partito della Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante invitano «tutti a sostenere la lotta di quanti stanno perdendo il lavoro, partecipando a tutte le iniziative, affinché gli impegni presi dalle istituzioni si traducono al più presto in fatti concreti».