Riello, lavoratori in piazza: non ci dobbiamo arrendere

Protesta contro i 71 licenziamenti: «Pronti a presidiare le sedi della Regione»
PESCARA. La protesta dei lavoratori della Riello di Villanova di Cepagatti è approdata nel cuore della città, a piazza Salotto, per sensibilizzare i pescaresi, chiedere il loro sostegno in un momento delicatissimo della vita aziendale in vista della chiusura e del contestuale licenziamento di 71 addetti con il trasferimento al nord di 19 dipendenti, per delocalizzare l’assemblaggio in Polonia. Con la distribuzione di volantini e gli interventi di chi sta vivendo questo passaggio inatteso e dolorosissimo, ieri pomeriggio la vertenza Riello ha occupato gli spazi del passeggio e dello svago. E lo ha fatto con le bandiere dei sindacati, i cartelli, gli striscioni ma anche con l’annuncio che la battaglia non si ferma qui, dopo gli scioperi e i presidi organizzati dal primo settembre ad oggi. I sindacati sono pronti a spostarsi sotto alle sedi della Regione, per «presidiarle», se non arriveranno risposte dalla politica. Lo ha detto a gran voce il segretario generale della Cgil Abruzzo e Molise, Carmine Ranieri, dicendo che «la politica deve agire, deve stare con noi per pretendere la responsabilità sociale delle imprese, e invece mi sembra che si stia muovendo lentamente».
Da Ranieri, ma anche dagli altri rappresentanti dei lavoratori, è arrivato l’input di «unire le vertenze», visto che in questo momento sono diverse, in Abruzzo, e sempre il segretario della Cgil ha lanciato l’allarme sulle «multinazionali che vanno via e lasciano il deserto» ma magari «fanno profitti anche grazie agli incentivi del governo (come accade per le caldaie della Riello)». «Serve subito una legge sulle delocalizzazioni», ha incalzato Michele Lombardo, segretario regionale della Uil, che ha anche ricordato il caso - che fa ben sperare - della Gkn di Firenze, dove il Tribunale del lavoro ha accolto il ricorso del personale licenziato. Anche dalla Uil è partito un monito alla Regione e al presidente Marco Marsilio dal quale si attende una convocazione: «Tra una settimana verremo noi in Regione, con i lavoratori di tutte le vertenze, se prima non ci arriverà l’invito a un incontro, già chiesto da venti giorni».
«Fino ad oggi abbiamo bussato dappertutto ma abbiamo ottenuto solo promesse e solidarietà», ha sottolineato Alessandra Tersigni della Fiom. «Ma noi non molliamo, il percorso è ancora lungo e dobbiamo unire le vertenze», ha detto ai lavoratori che, come lei, vogliono «mantenere alta l’attenzione sulla Riello». Per questo «ci saranno altre manifestazioni», ha assicurato Riccardo Nunziato della Uilm, in attesa della convocazione dal ministero dello Sviluppo economico e del prossimo incontro con l’azienda in Confindustria (il 12 ottobre) dopo quello di due giorni fa che si è concluso senza novità per i lavoratori. La volontà di chiudere è stata ribadita in ogni sede, fino ad ora, nonostante i numeri positivi in termini di fatturato e produzione. «Ma non ci dobbiamo arrendere, dobbiamo difendere il posto di lavoro e le nostre famiglie», ha detto ai suoi colleghi Massimiliano Pericone (Rsu Fiom). «Le multinazionali vanno via lasciando disperazione e umiliazione e questo è uno stupro da fermare perché quando non ci sarà più lavoro sarà a rischio la tenuta sociale. Questa barbarie va bloccata e noi non dobbiamo mollare» ha detto di fronte ad alcuni politici che ieri hanno deciso di esserci, arrivando alla spicciolata, da Antonio Blasioli (Pd) a Domenico Pettinari e Barbara Stella (M5s), oltre al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
«Ci fanno seguire dei corsi di etica. Ma dove sta l’etica in tutto quello che sta accadendo?», si è chiesto Fabio Gagliardi, uno dei lavoratori Riello. «Io non vedo etica, anzi vedo solo una logica del profitto». «Speriamo nel sostegno dei giovani perché se oggi tocca a noi, domani potrebbe toccare a loro», ha detto un altro dipendente, Nunzio Di Biase, mentre distribuiva volantini ai passanti. «Possiamo cercare di ottenere qualcosa, ma solo se siamo tutti insieme. E i pescaresi che ho incontrato oggi sono dalla nostra parte», ha notato.
Prossimo step: l’incontro di una rappresentanza sindacale con il ministro del Lavoro Andrea Orlando, a Lanciano, lunedì.
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