Rifiuti, fusione dei servizi con Pescara e Spoltore
Spunta il progetto di una gestione unificata a causa dei problemi con Tradeco Eppure il Comune ha ribadito la propria contrarietà alla “Grande Pescara”
MONTESILVANO. Unire le forze per ridurre i disagi. Se da un lato il consiglio comunale di Montesilvano nei giorni scorsi ha ribadito la propria contrarietà alla Grande Pescara, dall’altro però gli amministratori sono ben consapevoli che la condivisione di alcuni servizi gioverebbe al territorio. A cominciare dal servizio di igiene urbana, spina nel fianco per Montesilvano che da tempo ormai è maglia nera in Abruzzo in materia di raccolta differenziata, anche a causa delle inadempienze della Tradeco spa che in due anni ha “regalato” all’amministrazione Maragno diverse gatte da pelare. Alla luce di questo e di altri problemi comuni a Montesilvano, Pescara e Spoltore, costrette a fare i conti con casse comunali sempre più vuote, arriva a palazzo di città una proposta volta alla condivisione dei servizi.
Promotore dell’iniziativa, il consigliere di Rievoluzione Anthony Aliano che ha protocollato ieri mattina una mozione consiliare attraverso la quale si impegna l’amministrazione «a procedere con la costituzione di commissioni permanenti e/o temporanee per la trattazione di materie condivise».
In particolare, si chiede la costituzione di commissioni preliminari a tema tra i rispettivi presidenti di commissione di ogni Comune per la decisione dell'ordine del giorno e commissioni plenarie per la discussione di progetti di condivisione dei servizi. L’iniziativa prevede anche la convocazione di conferenze di servizio tra i dirigenti di settore, per la costruzione tecnica dei progetti e l’approvazione dei consigli comunali riunitisi autonomamente o in seduta plenaria dei progetti di condivisione definitivi. In attesa della discussione del documento, in programma il 18 febbraio, a intervenire sul tema è anche la segretaria cittadina del Pd Romina Di Costanzo.
«Uno degli elementi su cui iniziare a innestare un processo di fusione potrebbe essere proprio l’avvio di una fase sperimentale di gestione unificata del servizio dei rifiuti in sede d’ambito allargata». La proposta del Pd è di “accantonare” l’affidamento del servizio alla Tradeco «per privilegiare un gestore di maggiore capacità e affidabilità, quale Attiva. Ciò potrebbe costituire un’ancora di salvezza dando risoluzione ai contratti dei dipendenti della Tradeco, e persino agli ex interinali di Attiva». Tra le ipotesi della Di Costanzo, anche quella di inglobare la società pubblica angolana Linda. «Anziché dar luogo alla svendita del patrimonio di mezzi e capacità», conclude la segretaria in riferimento all’iter di liquidazione della Ecoemme, «l’amministrazione avrebbe potuto mantenere Ecoemme, una volta cambiate come noto le norme che ne imponevano la soppressione, e acquisendo la quota del privato sedersi al tavolo di concertazione non solo con Pescara, ma anche Spoltore e Città Sant’Angelo alla pari e chiedere all’Agir l’affidamento in house dell’ambito».
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