Rifiuti, il cda dell’Agir spacca il centrodestra

1 Agosto 2018

Intesa Dem-Forza Italia-Fratelli d’Italia, Alessandrini verso la presidenza La Lega insorge: «È un inciucio. A rischio l’alleanza nella coalizione» 

L’AQUILA . Dem e forzisti al timone dell’Agir, con il concorso di FdI, la pattuglia della Lega non ci sta e abbandona il campo puntando il dito accusatore contro l’abbraccio dei sindaci di centrodestra con il “nemico” D’Alfonso. Civici all’angolo, alleanza di centrodestra alle regionali a rischio rottura.
FUMATA BIANCA. La fumata bianca per il faticoso varo del consiglio di amministrazione dell’Agir, a Palazzo Silone, all’Aquila, dove è nato l’inedito cartello dei sindaci Pd, Fi, FdI che ha portato all’elezione dei sette membri del Cda di Agir: Marco Alessandrini (Pescara); Gabriele De Angelis (Avezzano); Tiziana Magnacca (San Salvo); Giovanni Melchiorre (Bellante); Simone Dal Pozzo (Guardiagrele); Mario Ciampaglione (Cansano); Gianfranco De Massis (Elice), ha fatto insorgere la Lega che punta il dito contro il centrodestra e annuncia sfracelli contro l’inciucio salva Pd. Con 4 membri su 7, infatti, i dem abruzzesi si avviano a conquistare la leadership dell’autorità dei rifiuti regionale, col primo cittadino dem di Pescara a capo del Cda, mentre il collega dell’Aquila, Pierluigi Biondi (FdI), gli farà da contraltare nelle vesti di presidente dell’assemblea dei sindaci.
LA LEGA. Governance stroncata dal segretario regionale leghista. «A loro le poltrone (ancora per poco)», attacca l’onorevole Giuseppe Bellachioma, «a noi la responsabilità di affermare anche in Abruzzo un governo che sia di vero cambiamento. Se l’Agir ha fra i suoi compiti lo smaltimento dei rifiuti», continua il segretario andando un po’ oltre le righe, «credo che il primo risultato lo abbia già raggiunto. Con la votazione inciucio, peraltro illegittima, con la quale si sono costituti gli organismi di gestione del comparto rifiuti, si tenta di mandare al macero il centrodestra abruzzese». Poi l’affondo agli alleati infedeli. «L’ammucchiata Pd, Fi, Fd’I e referenti di Gerosolimo e Di Matteo è di assoluta gravità perché legittima la presenza abusiva di D’Alfonso in Regione e rende emblematica la scelta degli azzurri di accontentarsi delle briciole pur di esserci, regalando il potere gestionale del comparto rifiuti ai dem. Per Forza Italia sono gli ultimi colpi di coda per cercare di mettere a reddito le macerie di ciò che gli è rimasto. Con questa manovra ha messo in discussione il perfezionamento di un’alleanza di centrodestra a questo punto non scontata». Sulla questione la Lega annuncia ricorso al Tar e “sospende la partecipazione ai tavoli di coalizione”.
FORZA ITALIA. Morbida nel tono, dura nella sostanza la replica del coordinatore regionale di Fi, senatore Nazario Pagano. «L’elezione ad Agir», scandisce l’onorevole Pagano, «è stata condivisa dai sindaci che si sono preoccupati di trovare un accordo unitario per gestire al meglio la questione dei rifiuti. Bellachioma ha sbagliato obiettivo ed era informato che la questione andava al di fuori dei partiti. Questo è un autogol clamoroso. Comunque prendo atto che il tavolo è sospeso perché i sindaci che operano senza indennità si preoccupano di risolvere i problemi dei cittadini».
FRATELLI D’ITALIA. «Nessun inciucio all’Agir» dettano la linea i coordinatori regionali di FdI: «L’elezione degli organismi è il frutto di un ragionamento tra sindaci e non un accordo politico», sottolineano Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra, «la proposta di Biondi, sindaco del capoluogo abruzzese, come presidente dell’assemblea, era stata avanzata nella riunione del 31 maggio e accettata per acclamazione in segno di riconoscimento nei confronti della città dell’Aquila. Fratelli d’Italia, unica forza di centrodestra che non ha mai flirtato col Pd né col Movimento 5 Stelle, è al lavoro per costruire un’ampia coalizione aperta a tutte le liste civiche alternative al centrosinistra, per mandare a casa il Pd e permettere al centrodestra di governare la Regione».
IL PD. Sul versante Pd, invece, l’assessore regionale al bilancio, Silvio Paolucci, respinge al mittente, Bellachioma, difensore dei sindaci della Lega, l’accusa di «aver lavorato, senza successo, per la spartizione, rivendica il peso politico del centrosinistra in virtù dei numeri e difende l’accordo istituzionale raggiunto attraverso l’autodeterminazione dei sindaci eletti dai cittadini che rappresenta i territori e le aree politiche, mentre gli eletti», sottolinea l’assessore, «svolgeranno le funzioni senza nessun compenso aggiuntivo e quindi senza oneri per la finanza pubblica».
AZIONE POLITICA. Sul tasto inciucio batte anche Gianluca Zelli (Azione Politica) che inquadra la partita su Agir in stile Nazzareno e alza il tiro verso l’onorevole Maurizio Gasparri, presidente della giunta per le elezioni, che deve pronunciarsi sulla situazione del presidente-senatore. «Ci dica se vuole veramente combattere per l’incompatibilità di D’Alfonso», incalza Zelli, «o se vuole continuare a perdere tempo per fare accordi con lui». Un parto difficile quindi, per Agir, al termine di una gestazione lunghissima e turbolenta.
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