Rifiuti, piano da 12 milioni per abbassare la bolletta

Smaltimento degli indifferenziati: è in scadenza la convenzione con la Deco per l’uso di Casoni e il Comune chiama Ambiente per sventare il blocco del pattume
PESCARA. Un appalto da 12 milioni di euro per smaltire i rifiuti di Pescara. E risparmiare sui costi, con la speranza di abbassare le bollette della Tari. L’amministrazione del sindaco Pd Marco Alessandrini ha seguito l’esempio di Montesilvano, Città Sant’Angelo, Spoltore, Cappelle sul Tavo e altri 12 Comuni: anche Pescara ha dato incarico alla società pubblica dei rifiuti Ambiente spa di avviare una gara d’appalto per cercare una ditta che smaltisca «i rifiuti urbani» e «i residui della pulizia stradale». Cioè 46 mila tonnellate all’anno di spazzatura solo per Pescara, vale a dire oltre 50 camion carichi ogni giorno di rifiuti indifferenziati. I rifiuti di Pescara e Provincia potrebbero cambiare strada da quella che porta a Casoni ed essere smaltiti, oltre che a Chieti, anche a Lanciano, Sulmona, Avezzano, Teramo e Atri.
Una scelta quasi obbligata: il 31 dicembre prossimo scadrà l’appalto che è in mano alla Deco, azienda che smaltisce l’immondizia indifferenziata nell’impianto di contrada Casoni a Chieti. Un fuori programma e il ritardo di Pescara nella decisione hanno prodotto una proroga di tre mesi: i rifiuti dei 18 comuni continueranno a essere smaltiti a Casoni fino alla fine di marzo prossimo.
Il fuori programma è una lettera che, dal municipio di Cepagatti, è partita per l’Anac, l’autorità anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone: l’amministrazione di Cepagatti, dopo aver detto sì al piano di Ambiente, ha chiesto all’Anac se è legittima la procedura che vede Ambiente stessa agire come centrale di committenza per conto dei Comuni. Il parere richiesto da Cepagatti ha fatto sospendere la prima delle due gare in attesa del responso dell’Anac. L’ente, nel frattempo, si è pronunciato e ha avallato la procedura. Tutto ciò accade mentre l’Agir, autorità regionale competente per i rifiuti, non riesce a debuttare in Abruzzo nonostante una gestazione di oltre un anno. «Siamo fiduciosi che gli ostacoli amministrativi che sono insorti durante la procedura saranno rimossi a breve», dice l’amministratore unico di Ambiente, Massimo Santarelli, avvocato spoltorese che, 6 mesi fa, ha preso il posto dell’esponente Pd Massimo Sfamurri, «siamo in attesa di acquisire un parere, richiesto all’Anac non da noi ma da alcuni comuni soci, sulla possibilità che Ambiente funzioni come centrale di committenza convenzionale. E proprio questa attesa ha messo in stand-by la prima gara». Ma Santarelli fa notare: «È la prima volta dopo anni e anni che in questo settore si fanno due gare per la ricerca di un prezzo più basso». La base d’asta prevede un corrispettivo di 129 euro a tonnellata. «È un dato importante», dice l’avvocato, «in un momento in cui le amministrazioni pubbliche sono pressate dall’esigenza di ridurre i costi del servizio».
Si tratta di due appalti distinti – quelle in corso non sono gare normali ma «procedure ristrette accelerate» – che insieme arrivano a oltre 20 milioni: il primo è stato avviato da Montesilvano, Città Sant’Angelo, Spoltore, Cappelle e altre 12 amministrazioni per un importo a base d’asta di 10 milioni; poi, con oltre un mese di ritardo, Pescara si è aggregata alla stessa procedura che vede Ambiente come delegata dei Comuni dando il via al secondo appalto che comprende anche i rifiuti di Pietranico (appena 111 tonnellate all’anno).
Pescara ha deciso all’ultimo di rivolgersi ad Ambiente: inizialmente, il Comune avrebbe voluto fare un bando per proprio conto ma il progetto è saltato. «Pescara», spiega Santarelli, «si è determinata a utilizzare Ambiente per la ricerca di un servizio di smaltimento a un miglior prezzo con un ritardo dovuto alla difficoltà di imbastire una gara per un Comune così grande che si ritrova un quantitativo elevato di rifiuti da smaltire, una mole di oltre 50 camion al giorno».
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