Rifiuti, salta l’affare da 30 milioni Le società della Snam si ritirano

Deserto il bando per costruire l’impianto biogas a Piano di Sacco, Perazzetti: ma il progetto è valido Scoppia la polemica per le spese e il mutuo già contratto, il Pd: ora Masci deve chiarire i suoi piani
CITTÀ SANT’ANGELO . I prezzi di mercato cambiano, il progetto del biodigestore a Città Sant’Angelo diventa poco conveniente e le due società del gruppo Snam interessate rinunciano a partecipare al bando di Ambiente Spa da circa 30 milioni. E se il sindaco angolano Matteo Perazzetti continua a dirsi favorevole al progetto, mostrando dispiacere per la fumata nera, le opposizioni in consiglio comunale, sia a Città Sant’Angelo che a Pescara, tirano un sospiro di sollievo e puntano il dito contro i rispettivi sindaci. La conferma che il bando per l’impianto a Piano di Sacco è andato deserto arriva anche dal presidente di Ambiente spa Ricardo Chiavaroli che, a questo punto, prospetta due ipotesi: andare avanti con un nuovo bando o ideare soluzioni alternative.
Di fronte alla notizia che, almeno per ora, il biodigestore non si realizzerà, il primo cittadino angolano commenta: «L’impiantistica è un aspetto importante di Ambiente spa e Città Sant’Angelo fin dal 2017 aveva fatto una scelta nell’avere il biodigestore sul proprio territorio. Il tema dell’impianto è stato affrontato in passato con un confronto diretto con i cittadini e con i tecnici che ci aveva rassicurato sull’impatto che avrebbe avuto sul nostro territorio. Purtroppo», prosegue, «nel frattempo sono cambiate le condizioni economiche del mercato che hanno portato oggi quel project a non essere più conveniente per le aziende». Il sindaco ribadisce poi il proprio disco verde: «Siamo favorevoli a qualsiasi tipo di impiantistica che affronti il problema dei rifiuti senza creare rischi».
Opposta la posizione dell’opposizione angolana con il gruppo Visione Comune che gioisce per lo stop: «Abbiamo osteggiato sin dall’inizio il progetto ritenendolo insostenibile sia a livello ambientale – per la localizzazione scellerata, non condivisa, semmai imposta da Pescara col benestare del sindaco Perazzetti – che economico», ricordano. «La scelta di puntare su un mutuo Bei invece che sui fondi Pnrr come altri comuni, le decisioni adottate dal primo cittadino e dagli altri esponenti della giunta all’oscuro della cittadinanza, la decisione di svendere al Comune di Pescara le quote di partecipazione in Ambiente svilendo il ruolo di Città Sant’Angelo». Nel frattempo, però, come ricorda il gruppo, Ambiente spa ha sostenuto i costi per l’acquisto del terreno: «Pretendiamo che l’amministrazione comunale si assuma ora le proprie responsabilità».
Sulla stessa scia anche il commento dei consiglieri del Pd di Pescara, Comune a sua volta interessato dal progetto ora sfumato: «A questo punto il sindaco Masci deve chiarire il futuro dell’igiene urbana: l’intero centrodestra aveva infatti trasformato il biodigestore nel simbolo della propria politica dei rifiuti, lo aveva indicato come l’elemento indispensabile per il rafforzamento del ruolo pubblico nel settore. Tuttavia, come più volte sottolineato nei nostri interventi, a differenza delle altre realtà pubbliche abruzzesi, il Comune di Pescara e Ambiente Spa non hanno partecipato ai bandi Pnrr che proprio per la realizzazione di questi impianti permettevano l’accesso a contributi a fondo perduto. Si è scelta la linea del project financing e del mutuo Bei per 15 milioni, con un forte rischio per l’azienda». I neoconsiglieri dem proseguono: «Masci dovrà chiarire anche quale sarà il futuro di Ambiente di cui il Comune di Pescara è di gran lunga azionista di maggioranza e dell’intero ciclo dei rifiuti in questo territorio anche in vista delle possibili scelte della Regione».

