Rifiuti, slitta la rivoluzione Sfamurri lascia Ambiente

L’ente unico regionale è in ritardo, il Comune accorda la proroga da 4 milioni alla Deco Intanto la società pubblica con 42 amministrazioni si prepara a cambiare i vertici
PESCARA. Dopo 7 anni passati al vertice di Ambiente spa, la società pubblica dei rifiuti formata da 41 Comuni della provincia di Pescara più la Comunità montana Vestina, Massimo Sfamurri vuole uscire di scena: per i rifiuti, nel 2012, Sfamurri è finito anche indagato in un’inchiesta dei carabinieri del Noe e coordinata dalla procura distrettuale Antimafia finita poi in una bolla di sapone con una raffica di archiviazioni per politici e imprenditori. Adesso, il presidente di Ambiente in proroga da più di un anno, ha annunciato durante l’ultima assemblea prima di Natale che non si ricandiderà quando, a breve, sarà convocata un’altra riunione per rinnovare le cariche. «Non ripresenterò la mia candidatura», conferma Sfamurri. Ma l’addio del presidente eletto all’epoca dei Ds non è scontato: sono già 4 le assemblee saltate per il rinnovo del cda e anche stavolta potrebbe arrivare un’altra proroga di mandato. Ma c’è anche un’altra possibilità: Ambiente spa potrebbe seguire la stessa strada dell’Aca: lo statuto è stato cambiato e, adesso, c’è la possibilità che a guidare l’ente non siano più soltanto presidente e cda ma anche un amministratore unico. Ora, bisognerà vedere se 41 sindaci e il rappresentante della Comunità montana Vestina riusciranno a trovare un accordo.
Ma anche se è già pronto lasciare la sede di Ambiente in via Montesecco, a Spoltore, Sfamurri è ancora impegnato a mediare tra i Comuni soci di Ambiente e la Deco spa, la ditta dei fratelli Di Zio in vista di una rivoluzione regionale del ciclo dei rifiuti che, a cascata, investirà anche la provincia. Al centro dell’operazione c’è una convenzione per lo smaltimento e il trasbordo dei rifiuti nell’impianto della Deco di contrada Casoni, a Chieti, scaduta lo scorso 31 dicembre. Per evitare la paralisi del settore e garantire «un servizio universale», Sfamurri ha convocato un’assemblea di Ambiente il 23 dicembre scorso – che ha deciso a maggioranza per la proroga del contratto alla Deco con l’astensione dei Comuni di Montesilvano, Pianella e Bussi – e, il giorno dopo, la convenzione è stata allungata di altri 6 mesi. La proroga, per il Comune di Pescara, costerà quasi 4 milioni di euro, come emerge dall’impegno di spesa calcolato dalla giunta del sindaco Pd Marco Alessandrini con una delibera di 16 pagine.
La proroga alla Deco – «agli stessi patti e condizioni», recita l’accordo – è legata alla falsa partenza della rivoluzione regionale e provinciale nel settore dei rifiuti. Entro la fine del 2014 avrebbe dovuto debuttare un ente unico chiamato Agir (Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani) con il compito della «gestione integrata dei rifiuti in ambito regionale». Ma la costituzione dell’ente è in ritardo, anche a causa dello sconvolgimento in Regione provocato dall’arresto dell’ex dirigente Antonio Sorgi che aveva anche l’incarico di commissario unico Agir. L’Agir non è nata e, di conseguenza, la gara d’appalto per trovare una possibile alternativa alla Deco – difficile vista la composizione del settore rifiuti in Abruzzo – è slittata. Così, «nelle more della definizione della costituzione dell’Agir» e per «garantire la continuità dei servizi di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati», il servizio è stato prorogato fino a giugno prossimo. Come richiesto proprio dal commissario Agir subentrato a Sorgi, Stefania Valeri che però potrebbe lasciare presto l’incarico: Valeri, appena nominata dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso a capo dell’Avvocatura regionale, è incompatibile con il ruolo di commissario Agir e l’incarico dovrebbe passare a Giovanni Damiani, già direttore tecnico dell’Arta. Ma non è detto che bastino 6 mesi per l’«operatività» dell’Agir: «Il commissario unico», spiega il verbale dell’ultima assemblea di Ambiente, «ha evidenziato la situazione di criticità connessa alla mancata entrata a regime dell’Agir nonché la necessità di garantire la continuità del servizio. La medesima nota precisa inoltre – in modo contraddittorio – la modalità di prosecuzione del servizio che dovrebbe avvenire mediante una proroga prodromica, però, a una nuova gara».
I prezzi per «trattamento e recupero» dei rifiuti a Casoni sono gli «stessi» già praticati: 129 euro a tonnellata a cui si aggiungono altri 13,54 euro a tonnellata per «trasbordo e trasporto» all’impianto dal punto di stoccaggio di via Raiale. Il Comune di Pescara ha calcolato una spesa di 3,85 milioni di euro.
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