Rifondazione: undici cambi in giunta, altro che coesione

27 Aprile 2018

MONTESILVANO. «Il centrodestra coeso è una barzelletta, nessun programma comune, ma sin dal principio una sommatoria di interessi particolari, ognuno coltiva il proprio orticello con tanto...

MONTESILVANO. «Il centrodestra coeso è una barzelletta, nessun programma comune, ma sin dal principio una sommatoria di interessi particolari, ognuno coltiva il proprio orticello con tanto attaccamento alla poltrona».
È questo il punto di vista di Corrado Di Sante di Rifondazione Comunista che, a qualche giorno dall’estromissione dell’ormai ex assessore Manola Musa dalla giunta del sindaco Francesco Maragno, traccia un bilancio di questi anni di amministrazione di centrodestra. «Ben 11 assessori si sono alternati finora», ricorda, «la giunta come una fisarmonica stonata è passata da 5 a 7, poi a 6, poi di nuovo 7, ora 6 e domani chissà…. Non sono mancate neppure le dimissioni del sindaco. A settembre 2014, pochi mesi dopo l’insediamento il sindaco Maragno denunciò le ingerenze dei cosiddetti “poteri forti”, tutto si risolse con la nomina di due assessori in più: Cozzi e D’Onofrio». Ricordando come, tra alti e bassi, al sindaco non sia comunque mai mancato il sostegno né dei “ribelli” di #Montesilvano2019 né di alcuni consiglieri eletti nel centrosinistra, Di Sante sottolinea come a Montesilvano sia sempre tempo di cambi di casacca e giri di poltrone. «I politicanti strepitano e sgomitano», aggiunge «ma non hanno mai smesso di andare a braccetto». Di Sante è convinto, invece, che «la politica sana, le idee, i progetti per la città futura vivono altrove: nei comitati, nelle associazioni, nella cittadinanza attiva che non ha padrini e padroni e si batte per una Montesilvano più bella, solidale e vivibile. È il momento di prendere in mano il futuro della nostra città e rompere definitivamente con ricatti e sudditanze», chiosa l’esponente di Rc. «Si può essere coerenti e liberi anche a Montesilvano».
Antonella Luccitti