Riforma Via, l’Abruzzo impugna il decreto del governo

PESCARA. Anche l’Abruzzo porta il governo dinanzi alla Corte Costituzionale. Impugnando la riforma delle procedure di Via (Valutazione impatto ambientale), per violazione della competenza legislativa...
PESCARA. Anche l’Abruzzo porta il governo dinanzi alla Corte Costituzionale. Impugnando la riforma delle procedure di Via (Valutazione impatto ambientale), per violazione della competenza legislativa e organizzativa delle Regioni. Iniziativa che fa seguito a quelle analoghe già intraprese da Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria, Veneto, Liguria, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trentino e dalla provincia autonoma di Trento.
«Con tale atto il governo va a modificare radicalmente la disciplina sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati utilizzando la dubbia motivazione di voler efficientare le procedure e correggendo le criticità riscontrate da amministrazioni ed imprese - spiega il sottosegretario alla Presidenza delegato all’Ambiente, Mario Mazzocca -. Di fatto, però, il governo avoca a sé una serie di funzioni delegate alle Regioni, svuotando così, nella forma e nella sostanza, il processo partecipativo dei territori e delle comunità locali». Una situazione inaccettabile, secondo Mazzocca, generata «dalla perseveranza nell’ignorare gli esiti della consultazione referendaria del dicembre scorso» e dal «costante tentativo di erodere progressivamente i margini di potestà legislativa in materia concorrente di competenza delle regioni in base all’ancora vigente art. 117» della Costituzione.
«Sarebbe ora - conclude il sottosegretario - di tornare a far rivivere il principio di leale collaborazione tra le istituzioni affrontando, nella Conferenza Stato Regioni, una serrata discussione di merito per trovare in quella sede un punto di equilibrio, piuttosto che essere sempre costretti a scomodare i giudici della Consulta».
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