Rifugiati, arrivano anche i minorenni

Montesilvano, Elice e Picciano insieme per accogliere 52 ragazzi. All’ex Artigianluce le famiglie italiane
MONTESILVANO. Lo Sprar di Montesilvano cambia volto e si allarga a Elice e Picciano. Il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati che, su scelta del sindaco Francesco Maragno, da poco più di un anno ha sostituito in città i Centri di accoglienza straordinaria (Cas), si apre a 52 rifugiati.
Nella conferenza stampa indetta ieri in Comune, lo stesso Maragno, insieme ai sindaci Vincenzo Catani (Picciano) e Gianfranco De Massis (Elice) ha presentato il nuovo progetto che, in virtù della normativa che stabilisce un tetto massimo di migranti in proporzione alla popolazione residente (numero che a Montesilvano ammonta a 161), l’attivazione del progetto per 40 minori, porta conseguentemente alla riduzione del numero dei migranti adulti accolti in città. Elice e Picciano si divideranno equamente gli altri 12 ragazzi.
Presenti anche il vice sindaco Ottavio De Martinis, il commissario e il direttore dell’Azienda Speciale, Luca Cirone ed Eros Donatelli. Sei le strutture individuate a Montesilvano per ospitare i giovani profughi che verranno divisi per sesso e fascia di età.
L’ex Artigianluce di corso Umberto, dove era iniziato il progetto Sprar, sarà trasformato invece in un alloggio condiviso per le famiglie italiane. «Prima dell’attivazione della progettualità Sprar», ha ricordato il sindaco «la situazione dei migranti a Montesilvano era ingestibile, con punte di 500 migranti accolti nei due Cas. Oggi abbiamo migranti impegnati in corsi di formazione, in lavori socialmente utili, a titolo gratuito, nel cimitero comunale o ancora nella manutenzione del verde. Il secondo step del progetto è stato il coinvolgimento nel sistema Sprar anche di altri Comuni». «Grazie ai fondi Pon-Fead», ha detto il direttore dell’Azienda Speciale Donatelli, «possiamo realizzare una progettualità di inclusione sociale in senso ampio, non solo rivolta all’accoglienza dei profughi, ma anche alle povertà estreme. Il finanziamento permetterà di mettere in atto interventi di sostegno con beni di prima necessità, percorsi professionali e lo sviluppo di servizi come l’Housing First, simili alla progettualità di alloggio condiviso, già sperimenta a Montesilvano, rivolta a ospitare temporaneamente nuclei familiari».
«Gli alloggi condivisi per famiglie in situazione di povertà renderanno la struttura, già dotata di mensa ed emporio solidale, una Casa della solidarietà a tutti gli effetti», ha detto Cirone.

