Rigopiano, cinque anni di dolore I familiari: condanne esemplari

10 Gennaio 2022

Il 18 gennaio ricorre il quinto anniversario. Una messa e la fiaccolata per ricordare le 29 vittime Il comitato invita i presidenti della Repubblica e del Consiglio: «Nessuno dimentichi i nostri cari»

FARINDOLA. Anche quest’anno, il 18 gennaio, ci sarà la fiaccolata, anche quest’anno saranno deposti dei mazzi di fiori nel luogo in cui, cinque anni fa, hanno perso la vita 29 persone, travolte dalla valanga che non ha lasciato scampo. Anche quest’anno, ci sarà per loro, per i 29 angeli, una messa e saranno fatti volare in aria dei palloncini. I familiari delle 29 vittime dell’Hotel Rigopiano si apprestano a celebrare così il quinto anniversario della tragedia, avvenuta il 18 gennaio del 2017. Nello stesso giorno e alla stessa ora si ritroveranno sul luogo del disastro per ricordare i figli, i fratelli, le sorelle, i genitori che non ci sono più e per fare in modo che nessuno si dimentichi questa tragedia.
«Sarà una cerimonia sobria, nel rispetto delle norme anti Covid», sottolinea Gianluca Tanda, portavoce del Comitato dei familiari, «come sempre sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni locali, il prefetto e il questore e anche il presidente della Repubblica e quello del Consiglio. Come ripetiamo ormai da anni, vogliamo che nessuno si dimentichi dei nostri cari e che sia fatta giustizia. Di conseguenza il nostro pensiero non può che essere rivolto al processo in corso a Pescara. La nostra speranza è di trovare nel 2022 finalmente la giustizia che cerchiamo. Speriamo che i responsabili del disastro abbiano delle condanne esemplari. Ricordo a tutti che i morti di Rigopiano, come quelli del Mottarone o del ponte di Genova, per citarne solo alcuni, appartengono a tutti. Noi familiari delle persone morte in queste tragedie siamo uniti per avere giustizia».
Da parte dei familiari, in vista di questo quinto anniversario, c’è anche un grosso rammarico, ossia quello di non potersi inginocchiare a pregare nel giardino della Memoria, che sarebbe già dovuto sorgere nei pressi dell’area dove si trovava il resort buttato giù dalla valanga. Chiusi in un magazzino a Farindola gli ornamenti e le statue, fra cui quella della Madonnina, donati dalla comunità di Orosei.
«Sappiamo solo», dice Tanda, «che mancano delle autorizzazioni. Volevamo solo un posto dove pregare e portare ogni tanto un mazzo di fiori. Ci avrebbe fatto piacere che fosse aperto per questa quinta ricorrenza».
Triste ricorrenza che prenderà il via alle 15 con una fiaccolata davanti all’obelisco dell’hotel; alle 15.30 ci sarà l’alzabandiera e quindi la deposizione dei fiori, con benedizione da parte del parroco di Farindola, don Luca. Alle 16 sarà celebrata, sempre sul luogo della tragedia, la messa. Subito dopo, saranno scanditi i nomi delle 29 vittime, con rintocco di campane, e quindi saranno fatti volare in cielo i palloncini.