Rigopiano, il sisma provocò la valanga? A maggio il responso del pool di esperti

I periti incaricati dal giudice sul luogo della tragedia per ispezionare tutta l’area dell’hotel a piedi e dall’elicottero Presenti legali e consulenti di parte, ma i familiari delle vittime restano fuori. Matrone: «Il terremoto non c’entra»
PESCARA. Mattinata di sopralluogo ieri a Rigopiano, nella zona del disastro dove cinque anni fa, il 18 gennaio 2017, una valanga travolse e distrusse l'hotel di lusso, uccidendo 29 vittime. Un passaggio tecnico molto importante che arriva alla vigilia di un passaggio ancora più importante, quello della definizione del processo in corso per la tragedia, con 30 imputati in attesa di giudizio. L’affluenza è stata inferiore alle aspettative, perché insieme a tre dei quattro periti nominati dal gup Gianluca Sarandrea (mancava Claudio Di Prisco) era presente solo una decina di consulenti di parte e sei avvocati (in tutto le parti in causa sono 250). Sul posto anche alcuni familiari delle vittime che non hanno però potuto accedere all'area ancora sotto sequestro.
La decisione di effettuare il sopralluogo è stata presa dai periti del giudice che hanno ritenuto di esaminare il luogo della tragedia per acquisire ogni altro elemento utile a stilare la perizia che dovrebbe fare chiarezza sulle opposte posizioni assunte dai consulenti della procura e del collegio difensivo. Soprattutto sul punto centrale che riguarda le scosse di terremoto della mattina del 18 gennaio: su quanto abbiano inciso sul distacco della valanga e se ci sia o meno una correlazione fra i due eventi. I periti hanno percorso insieme quei luoghi del disastro, con uno scambio di idee sulle questioni tecniche che potrebbero rivelarsi utili per meglio approfondire i quesiti che il giudice ha posto e che saranno oggetto di approfondita discussione in aula, dopo il deposito della perizia che non avverrà più il 12 aprile, ma il 12 maggio visto che il gup ha accolto la richiesta di proroga di un mese avanzata dai quattro periti. Questi ultimi hanno effettuato anche delle videoriprese delle operazioni peritali, così da consentire a tutte le parti di prendere visione anche successivamente. Il luogo del disastro è stato sorvolato dagli esperti con un elicottero dei carabinieri e qui si è registrata una piccola polemica da parte dei pochi avvocati presenti, in quanto sul velivolo c'era posto per pochissime persone. «È stata una esperienza emotivamente e tecnicamente molto valida», ha commentato l’avvocato Romolo Reboa, uno dei legali di alcune delle parti civili. «Immagini forti, che hanno fatto venire i brividi: vedere quello che è rimasto di quell'albergo e il buco dal quale i soccorritori sono riusciti a estrarre i bambini rimasti intrappolati sotto le macerie è stato un momento molto toccante. Comunque, questo passaggio, anche se molto tecnico, diventa fondamentale e utile per poi comprendere meglio la lettura della perizia».
Presente anche il sopravvissuto Giampaolo Matrone, che a Rigopiano ha perso la moglie Valentina: «È una giornata molto importante per i periti e so che vuol dire, ma so come è andata quel giorno. Quando vieni qui ti tremano le gambe, ti tremano gli occhi e rivedere la montagna, la valanga. Rivedere le macerie mi fa molto brutto. Chiediamo veramente di accertare la verità, ma noi lo sappiamo che non è stato il terremoto e non è stata la neve. C'è però il dispiacere che non sia stato dato il permesso a noi familiari di entrare».
Dopo il deposito della superperizia, le parti avranno un lasso di tempo per prendere visione in vista della discussione (per fine maggio) su questo passaggio tecnico che potrebbe incidere non di poco sulla decisione del giudice Sarandrea nei confronti dei 30 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La discussione della perizia porterà via almeno tre udienze e quindi si arriverà alla pausa estiva. E dunque a settembre si dovrebbe entrare nel pieno della discussione sui riti abbreviati per arrivare alla sentenza. Le parti non nascondono la loro preoccupazione in merito alla calendarizzazione delle udienze che, auspicano, siano molto ravvicinate.

