Rigopiano, la parola ai giudici: domani tocca agli ex governatori

Il primo procedimento riguarda l’opposizione dei familiari delle vittime all’archiviazione di 22 indagati Tra i coinvolti Del Turco, Chiodi e D’Alfonso, decisione in autunno. Il 16 luglio via al processo principale
PESCARA. Si apre domani il primo di tre confronti processuali di grande interesse sulla delicata e importante vicenda del disastro di Rigopiano dove, il 18 gennaio 2017, una valanga distrusse il lussuoso hotel provocando la morte di 29 persone. La prima parte di questa complessa inchiesta si è chiusa con tre procedimenti diversi, tutti approdati all'attenzione dell'ufficio del gip. Il primo è quello che andrà in discussione domani davanti al gup Nicola Colantonio, relativo alla richiesta di archiviazione di un folto numero di indagati che rappresentano per la maggior parte il versante politico dell'inchiesta. Il 16 luglio prossimo, invece, davanti al gup Gianluca Sarandrea, andrà in onda il cuore dell'inchiesta, quella con la quale il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia, hanno chiesto il processo per 24 imputati oltre alla società Gran Sasso Resort.
FRODE E DEPISTAGGIO La terza e ultima tranche dell'inchiesta è invece quella che si discuterà il 17 ottobre prossimo davanti al gup Antonella Di Carlo, che riguarda l'ex prefetto Francesco Provolo, con i suoi vice, dirigenti e funzionari della prefettura in relazione alla presunta frode processuale e depistaggio delle indagini. Come si vede sono procedimenti diversi, ovviamente strettamente collegati tra loro, ma che viaggiano, almeno per il momento, separatamente. Fino a quando, e se accadrà, ci sarà la richiesta di qualcuna delle parti interessate a una riunificazione dei due procedimenti: ovviamente escludendo quello sulle opposizioni alle archiviazioni, a meno che non si arrivi alla decisione di riaprire alcune posizioni e convogliarle nel procedimento madre.
TEMPI LUNGHI I tempi, è bene dirlo subito, non potranno essere veloci, sia per la complessità delle questioni da trattare sia per il numero degli interventi previsti. Partiamo appunto con l'udienza di domani sulle archiviazioni. E' prevista la parola alla pubblica accusa che dovrà spiegare, in maniera peraltro molto approfondita, il perché della esclusione dall'inchiesta di quel nutrito gruppo di indagati che per la maggior parte sono esponenti politici. I magistrati lo hanno già fatto con 50 pagine trasmesse a fine novembre dello scorso anno all'ufficio del gip che avrebbe dovuto, in assenza di opposizioni, decidere se archiviare o no quelle 22 posizioni che toccano il versante politico di ben tre giunte regionali che si sono succedute.
GLI EX GOVERNATORI Da quella di Ottaviano Del Turco, con i vari assessori alla protezione civile che si sono alternati in quel ruolo, a quella di Giovanni Chiodi, per finire con l'ultima giunta coinvolta, quella guidata dal governatore Luciano D'Alfonso. Una volta esaurito l'intervento dei pubblici ministeri, il giudice Colantonio dovrà passare la parola ai legali che hanno stilato e presentato le sei motivate richieste di opposizione all'archiviazione (che riguardano i genitori dei figli del cuoco Parete; quelli di Francesco D'Angelo, fratello del cameriere deceduto in hotel; i familiari di Emanuele Bonifazi, altra vittima; quelli di Rossella Del Rosso; e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta).
Qualcuno lo ha fatto in generale, coinvolgendo cioè tutti gli indagati che potrebbero uscire dall'inchiesta, altri hanno mirato i loro interventi soltanto su alcuni di loro: come ad esempio i legali di Lacchetta, uno dei principali imputati del processo madre che si discuterà il 16 luglio, che ha posto al centro D'Alfonso, o come il legale di Rossella Del Rosso (sorella del proprietario dell'hotel, peraltro deceduto nella tragedia), che ha rivolto la sua opposizione soltanto nei riguardi di D'Alfonso, dell'ex assessore Mario Mazzocca e del dirigente Silvio Liberatore.
L’AULA DEI MAXI PROCESSI Se si dovesse riuscire, cosa peraltro improbabile, a completare il giro dei legali che hanno stilato le opposizioni, non ci sarebbe comunque il tempo materiale per avviare e concludere il giro di tutti gli avvocati che rappresentano i 22 indagati per i quali la procura ha chiesto l'archiviazione (una folla di persone, tanto che è stato deciso di tenere questa udienza nell'aula 1 del tribunale, quella dei maxi processi).
Ragion per cui si renderebbe necessario un rinvio a dopo le ferie e quindi non prima di settembre. E in questo già problematico panorama si inserisce anche un ulteriore intoppo. Alcuni degli avvocati interessati a questo procedimento delle archiviazioni, sono gli stessi che, sempre nella mattinata del 10 luglio, dovranno discutere un'altra delicata vicenda processuale con un altro gup: quella sull'inchiesta Pescaraporto che dovrebbe andare a sentenza lo stesso giorno.
RICHIESTE DI UNIFICAZIONE Inchiesta che riguarda fra gli altri due personaggi coinvolti in Rigopiano e cioè D'Alfonso e il dirigente Vittorio Di Biase. Come si vede, i tempi potrebbero essere lunghi per una serie di motivi. Senza escludere il fatto che qualcuno, per quanto riguarda l'udienza madre del 16 luglio, potrebbe avanzare al gup la richiesta di unificazione di quel procedimento con quello sui prefettizi per depistaggio, il che allungherebbe ancor di più i tempi visto che comunque bisognerà attendere l'udienza del 17 ottobre fissata dal giudice Di Carlo, e poi decidere il da farsi.

