Rigopiano, nuovo rinvio: si torna in aula il 21 maggio

6 Marzo 2021

Decisione annunciata anche dopo l’istanza degli avvocati per il rischio contagio Fissata la nuova data che resta comunque legata all’andamento della pandemia

PESCARA. Si tornerà in aula il 21 maggio prossimo per proseguire il più complesso procedimento penale degli ultimi anni: quello sulla tragedia di Rigopiano costata la vita a 29 persone che il 18 gennaio 2017 rimasero sotto le macerie del resort spazzato via da una valanga.
Ieri c'è stato l’annunciato rinvio dell’udienza preliminare per i problemi legati a una pandemia da Covid che sta bersagliando soprattutto il territorio pescarese. Davanti al giudice Gianluca Sarandrea erano presenti solo 23 delle circa 250 parti che compongono il parterre di questo processo che conta 30 imputati (dopo la riunione dei due procedimenti, quello sul disastro e quello sul depistaggio), circa 150 parti civili costituite, e poi ancora parti offese composte dai familiari delle vittime, e un piccolo esercito di avvocati che arrivano anche da varie città italiane. Da qui la sollecitazione, ieri accolta dal giudice, della quasi totalità dei difensori degli imputati (che ieri hanno delegato un paio di colleghi a rappresentarli) di disporre un rinvio per affrontare una udienza così importante, con diversi aspetti rilevanti da trattare e discutere, con maggiore tranquillità dal punto di vista emergenziale. Primo fra tutti l’organizzazione dei riti alternativi: richieste che dovrebbero arrivare da molti degli imputati, e forse anche condizionate a questioni istruttorie che necessitano di una discussione.
Un lavoro lungo che non poteva essere fatto in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, con il pericolo di assembramenti incontrollabili per la gran quantità di parti interessate, in un’udienza che potrebbe protrarsi per l’intera giornata. E su questo punto la pubblica accusa, ieri rappresentata dal solo pm Andrea Papalia, ha detto la sua. In sintesi, chiedendo un rinvio a breve e magari suddividendo in più udienze il lavoro da svolgere. Ma un rinvio breve, come ha cercato di far comprendere il giudice, potrebbe far allungare ancor di più i tempi visto che ad oggi non è possibile stabilire i possibili sviluppi della pandemia. E dunque un rinvio al 21 maggio, nella speranza che questo picco emergenziale vada a decrescere. E interrompendo la prescrizione che verrà sospesa per tutto il periodo del rinvio.
Ieri le cinque aule a disposizione erano vuote tanto che il giudice ha raccolto i pochi presenti nell'aula centrale. Nessuna presenza neppure fra i parenti delle vittime, avvertite dai rispettivi legali dello scontato rinvio.
Il 21 maggio, pandemia permettendo, si dovrà entrare nel vivo del procedimento e soprattutto si capirà quanti degli imputati (a oggi sembra la quasi totalità) chiederanno il rito abbreviato e semmai condizionato a quale istruttoria. Aspetto rilevante per organizzare al meglio il lavoro del giudice che dovrà procedere in parallelo con gli eventuali riti ordinari e con quelli abbreviati per evitare l'incompatibilità. Si dovrà poi anche discutere sulla documentazione prodotta nell’ultima udienza dalla difesa del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e discuterne con le altre parti. Insomma, di lavoro ce ne sarà tanto e per questo è indispensabile che la pressione pandemica torni a livelli accettabili per salvaguardare la salute di tutti. Questo il senso del rinvio di ieri.