Rigopiano sette anni dopo: giovedì la commemorazione aspettando la nuova sentenza

16 Gennaio 2024

Domani altra udienza del processo di secondo grado che termina il 9 febbraio E poi la cerimonia sul luogo della tragedia: atteso un rappresentante di governo

PESCARA. Sette anni di dolore. Sette anni gravati dall’attesa di una giustizia che finora, con l’assoluzione di 25 dei 30 imputati nel processo di primo grado dello scorso 23 febbraio, gli ha riservato solo altre lacrime e grandi rabbie. Così i familiari delle 29 vittime di Rigopiano si preparano alla celebrazione, giovedì, del settimo anniversario della valanga di Rigopiano, che il 18 gennaio del 2017 si è inghiottita l’albergo e i loro affetti più cari. Ancora una volta, come l’anno passato, nell’attesa di una sentenza, quella del processo d’Appello che dovrebbe concludersi il 9 febbraio e che proprio domani ha in programma una nuova udienza.
DOMANI NUOVA UDIENZA Sono cinque le posizioni processuali che verranno discusse domani nel corso della sesta udienza. Davanti ai giudici della Corte d'Appello presieduta da Aldo Manfredi interverranno i legali di due ex sindaci di Farindola: Massimiliano Giancaterino (in carica dal 12 giugno del 2004 al 7 giugno del 2009) e il successore Antonio De Vico (sindaco dall’8 giugno 2009 al 24 maggio 2014). I rispettivi avvocati, Paolo Grugnale e Raffaella De Vico, che in primo grado hanno incamerato l'assoluzione per i loro assistiti, dovranno rispondere alle accuse mosse dalla procura (rappresentata dai pubblici ministeri Anna Benigni e Andrea Papalia) che ha appellato le loro posizioni contestando una serie di omissioni commesse a loro dire dai due imputati, in relazione all’adozione di un nuovo piano regolatore «che, laddove emanato avrebbe di necessità individuato nella località di Rigopiano un sito esposto a forte pericolo di valanghe». Oltre alle posizioni dei due ex sindaci, saranno discusse quelle di Carlo Giovani (dirigente regionale prevenzione rischi della protezione civile), e Giulio Honorati (comandante della Polizia provinciale), difesi dall’avvocato Vincenzo Di Girolamo; e del tecnico Andrea Marrone, assistito dagli avvocati Ugo Di Silvestre e Federico Bianchi. I cinque sono stati tutti assolti in primo grado davanti al gup Gianluca Sarandrea con il rito abbreviato.
IL COMITATO VITTIME «Lo scorso anno abbiamo affrontato l’anniversario nella convinzione che presto sarebbe arrivata una giusta sentenza che avrebbe dato pace alle vittime, un po’ di serenità a noi familiari e un forte segnale a tutti gli italiani», commenta il Comitato dei familiari vittime. «Purtroppo così non è stato. Quest’anno ci ritroviamo ad affrontare un altro anniversario a ridosso della seconda sentenza, con la speranza che il processo d’appello possa ribaltare la sentenza di primo grado e fare emergere la piena verità su una tragedia che si poteva e si doveva evitare, perché il messaggio e la pagina giudiziaria che verrà scritta per la tragedia di Rigopiano non riguarderà soltanto noi e i nostri cari, ma il futuro di tutta l’Italia». Sette anni di attesa e dolore dopo i quali Marco Foresta, che a Rigopiano ha perso i genitori, oggi parla così: «Quest’anno è una ricorrenza molto particolare, perché è la prima dopo la sentenza di primo grado che mi fa male soltanto ricordare, quasi come quel giorno di ormai 7 anni fa, e in più sarà la commemorazione che precede di poco l’appello presso la corte dell’Aquila. A livello sentimentale sono giorni come sempre molto difficili da affrontare e lo sono ancora di più per questo clima di ansia e incertezza processuale che stiamo vivendo. Per questo credo che per la prima volta non andrò su al totem, non mi sento di affrontare tutto ciò».
LA COMMEMORAZIONE L’invito per il settimo anniversario, è stato per il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha fatto sapere al Comitato familiari vittime di essere impossibilitata a partecipare. Giovedì 18, però, la premier manderà a Rigopiano un rappresentante di Governo. L’appuntamento è davanti all’obelisco dell’hotel. Alle 15 il Comitato avvierà la fiaccolata statica seguita, alle 15,30, dall’alzabandiera con silenzio suonato dalla tromba, quindi deposizione di fiori davanti all’obelisco e benedizione di don Luca. Alle 16 la messa all’interno del sito dov’era l’albergo distrutto e dove saranno scanditi i nomi delle 29 vittime di Rigopiano con il rintocco di campana e la posa di 29 rose bianche. Poi, alle 16,49, l’ora in cui scese la valanga, il momento più commovente, con il coro di Atri che intonerà “il Signore delle Cime” e il rilascio di 29 palloncini bianchi.