Rigopiano, si torna in aula per rinviare

28 Gennaio 2022

Oggi il giudice comunicherà la proroga concessa ai periti. E i familiari depositano una memoria su valanga e prevenzione rischi

PESCARA. Si torna in aula stamani per il procedimento sul disastro di Rigopiano (udienza che dovrà servire a formalizzare il rinvio) con la novità della rinuncia dell'ex sindaco di Farindola, Antonio De Vico, al rito ordinario, e con la scelta di unirsi agli altri 29 imputati che verranno giudicati con il rito abbreviato. Una istanza che dovrà essere vagliata dal gup Gianluca Sarandrea, che dovrà anche rendere nota la proroga di 90 giorni concessa ai suoi esperti per il deposito delle conclusioni della super perizia (se ne riparlerà dopo il 12 aprile), necessaria per dirimere le opposte conclusioni cui sono giunti gli esperti della procura e quelli delle difese, in particolare sul ruolo giocato dalle scosse di terremoto sul distacco della valanga che il 18 gennaio 2017 distrusse l'hotel Rigopiano lasciando 29 morti sotto le macerie.
I familiari delle vittime annunciano per oggi la presentazione al giudice di una memoria a supporto del lavoro dei periti incaricati. «Non ci spaventa l'attesa, confidiamo nell’operato dei periti, convinti che le loro risposte ai quesiti possano spiegare gli aspetti dirimenti della tragedia». Parlano in particolare del quesito numero 6 che riguarda la gestione dell'emergenza. «La valanga di Rigopiano non è stato un fulmine a ciel sereno. La memoria di 29 morti non può fare a meno di capire cosa non è stato fatto e cosa si sarebbe potuto fare in conformità alle norme vigenti rispetto alla prevenzione rischi, al coordinamento degli interventi attraverso le strutture organizzative previste a livello regionale, al reperimento di risorse e mezzi presenti sul territorio come quelli dell'Anas».
Per l’udienza di oggi si registra anche la presa di posizione dell’avvocato Romolo Reboa che rappresenta alcune delle parti civili: «Nessuno», scrive, «ha avvertito i familiari delle vittime, gli imputati e centinaia di avvocati della proroga ai periti e della scelta dell'imputato De Vico», evidenziando anche «il rischio di infezioni da inutile assembramento giudiziario. Non è previsto dal codice di rito», conclude, «ma non è vietato in una situazione similare, avere la sensibilità di inviare una mail o fare una telefonata», per evitare una presenza forse inutile per uno scontato rinvio. (m.cir.)