Rigopiano, sicurezza garantita: il Covid non ferma il processo

25 Novembre 2020

Il presidente del tribunale Bozza chiarisce i dubbi sollevati nei giorni scorsi dagli avvocati di parte civile e assicura che l’udienza preliminare programmata per l’11 dicembre verrà celebrata regolarmente

PESCARA. L'udienza preliminare sul disastro di Rigopiano, in programma per l'11 dicembre prossimo, si celebrerà regolarmente, anche in questo momento di massima emergenza da Covid. Il dubbio era stato giustamente sollevato da alcuni avvocati delle parti civili, leggendo il protocollo che era stato stilato dal tribunale di Pescara proprio per affrontare nel migliore dei modi questo periodo in cui il contagio da coronavirus corre molto veloce.
Di questi dubbi si era fatto portavoce l'avvocato Romolo Reboa che il 20 novembre scorso aveva scritto a riguardo una pec al presidente Angelo Bozza e al gup Gianluca Sarandrea, il giudice che presiede questa fase del procedimento che si trova, lo ricordiamo, ancora nella fase preliminare.
E il problema è sorto proprio in quanto il protocollo riportava una eccezione relativa soltanto alle udienze dibattimentali e non anche a quelle del gup. E quindi prontamente il presidente del tribunale ha apportato quella piccola variazione al protocollo, riportando la stessa eccezione anche per le udienze davanti al gup.
Che cosa dice adesso il protocollo corretto? «I processi già calendarizzati nelle udienze preliminari davanti al gup riguardanti più di 10 parti private desumibili dall'avviso di fissazione dell'udienza preliminare (imputati, difensori, persone offese), salvo i processi per i quali sono state adottate specifiche misure per assicurare il distanziamento nei termini previsti dalla normativa, saranno rinviati a data successiva al 31 gennaio 2021».
E quella eccezione riguarda certamente l'udienza su Rigopiano, ma non solo. Questo perché già erano state adottate in precedenza tutte le misure possibili per assicurare il rispetto della sicurezza. Infatti, da alcune udienze, il procedimento su Rigopiano che conta circa 250 parti, si tiene in quattro aule del tribunale collegate in video con l'aula principale che è la numero 1: in più tutte le famiglie parti offese hanno trovato posto nell'aula magna dello stesso tribunale.
L'11 dicembre, comunque, potrebbe diventare una udienza tecnica e molto breve in quanto dovrà essere soltanto affidato l'incarico a un consulente tecnico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche autorizzate nella precedente udienza. Non tutte, come si ricorderà, ma soltanto quelle che riguardano il vecchio filone del depistaggio (poi riunito con il processo madre), mentre le altre sul disastro dove persero la vita 29 persone per la valanga che distrusse l'hotel Rigopiano di Farindola, sono state oggetto di eccezione da parte di alcuni difensori, che ha trovato concorde il giudice. E quindi non potranno entrare nel fascicolo.
Per cui, una volta ufficializzato questo incarico peritale, l'udienza potrebbe essere aggiornata senza che si apra il discorso sulle eventuali richieste di riti alternativi, così come aveva sollecitato il giudice.
Lo stato di emergenza, infatti, potrebbe finire anche per determinare le parti a una sorta di presenza formale, magari con solo qualche avvocato fiduciario (in possesso di deleghe) per sovrintendere all'incarico peritale, evitando così la presenza di troppe persone nelle varie aule. Ma questa, al momento, è soltanto una ipotesi e prima dell'udienza non si potrà sapere nulla di più.
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