Rigopiano, slitta la perizia sulla valanga
I 4 esperti chiedono altro tempo per chiudere lo studio: sarà depositato il 31 luglio, poi la discussione
PESCARA. Sul filo di lana, alla vigilia della data fissata per il deposito della perizia, dopo due proroghe già concesse, arriva al giudice per l’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, la richiesta della terza proroga. Ieri Daniele Bocchiola, Claudio e Marco Di Prisco e Giovanni Menduni, i quattro esperti nominati dal giudice per rispondere ad una serie di quesiti sulle cause della valanga che il 18 gennaio del 2017 distrusse l’hotel di Farindola, lasciando sotto le macerie 29 vittime, hanno chiesto e ottenuto dal gup una brevissima appendice per la consegna dell’elaborato. Qualche giorno in più per finire di stilare la perizia, che il giudice ha quantificato in 18 giorni per cui dal 12 luglio la data per il deposito della consulenza slitterà al 31 luglio prossimo. Uno slittamento che non andrà comunque ad incidere sul cronoprogramma che il giudice ha fissato nell’ultima udienza del procedimento. Una volta depositata la perizia, tutte le parti (dalla procura al collegio difensivo, alle parti civili costituite) avranno la possibilità di studiare il contenuto, o meglio di farlo esaminare attentamente dai rispettivi consulenti, per poi affrontare la tre giorni fissata per la discussione della stessa perizia: vale a dire dal 26 al 28 ottobre prossimo. Una volta affrontato questo delicato passaggio tecnico, fondamentale ai fini della discussione finale, potranno iniziare i riti abbreviati cui hanno fatto ricorso tutti e 30 gli imputati del processo che si terranno dunque sempre davanti al gup Sarandrea. Nove udienze, molto ravvicinate e concentrate, dal 9 novembre al 16 dicembre, per arrivare alla tanto attesa sentenza che metterà fine a questo primo grado di giudizio.
La perizia del giudice, resasi necessaria per dirimere le opposte conclusioni di quella della pubblica accusa rispetto a quella del collegio difensivo, diventa logicamente il punto cruciale, lo snodo fondamentale per affrontare la discussione sulle eventuali responsabilità degli imputati che sono per la maggior parte rappresentanti degli enti coinvolti: a cominciare dalla Regione Abruzzo, per proseguire con la Provincia di Pescara, il Comune di Farindola e la prefettura, coinvolta anche nella vicenda del depistaggio. Tutto dipenderà da cosa i periti del giudice scriveranno nella perizia riguardo alla causa della valanga: se cioè questa sia legata o meno alle scosse di terremoto che quella mattina del 18 gennaio 2017 crearono il panico tra gli ospiti dell’hotel che volevano abbandonare il resort, ma non furono nelle condizioni di farlo in quanto l’unica strada di accesso era bloccata. Qualche ora dopo arrivò la valanga e spazzò via tutto. (m.cir.)

