Rigopiano, strada chiusa da mesi Gli operatori: dal 2017 è un incubo

FARINDOLA. La provinciale 8 che da Farindola conduce a Rigopiano è chiusa da maggio. Le forti piogge l’hanno fatta franare in più punti. Una strada che dal 2015 a oggi è stata quasi più tempo chiusa...
FARINDOLA. La provinciale 8 che da Farindola conduce a Rigopiano è chiusa da maggio. Le forti piogge l’hanno fatta franare in più punti. Una strada che dal 2015 a oggi è stata quasi più tempo chiusa che percorribile, con gravi danni alla comunità di Farindola e agli operatori economici.
«Dalla tragedia di Rigopiano siamo stati abbandonati», si sfoga Franco Marzola, storico titolare del ristorante “Lu Strego”, proprio lungo la provinciale. «Così rischiamo veramente di chiudere». E spiega: «Nel 2017 il nostro locale è stato inserito nella zona a rischio valanga e la strada è stata riaperta solo ad agosto dello stesso anno. Già nel 2015, però, a seguito di un grave dissesto idrogeologico, c’erano state delle frane e si erano create pericolose strettoie. Ricordo che dovevano esserci dei fondi Masterplan per la strada di Rigopiano, ma gli interventi non sono andati oltre Colletrotta a Penne. Nella nostra zona ci sono diverse attività storiche che per forza di cose hanno dovuto chiudere, soprattutto per una viabilità che sembra non interessare a nessuno. La Provinciale 8 è un’arteria troppo importante per noi, porta all'intersezione di tre province e apre le porte di Farindola al turismo religioso verso San Gabriele -Castelli, e al turismo laziale per i tanti romani che giungono a Campo Imperatore. È possibile che non si riescono a trovare i fondi per asfaltare la strada provinciale Penne-Rigopiano?», si domanda Marzola. «Siamo ai primi di agosto e i lavori non sono ancora partiti. Nel 2021 ci fecero evacuare per gli incendi, e anche lì non c’è stato nessun ristoro. Ci hanno sospeso i pagamenti nel 2017 - luce e tasse varie - ma adesso ci ritroviamo a pagare il vecchio e il nuovo, con l’aggravante che il lavoro non c'è. In 56 anni di attività non abbiamo mai vissuto una situazione simile. Siamo delusi e arrabbiati per l’assenza delle istituzioni», sottolinea Marzola. Ad essere penalizzato non è solo il ristorante “Lu Strego”, ma tutte le attività che gravitano tra Farindola e Rigopiano, come “La Tana del Lupo” e “La baita della Sceriffa”. Per raggiungere Rigopiano dal versante pescarese bisogna passare da contrada Vicenne o da contrada Macchie, due strade che scoraggiano qualsiasi turista. «Abbiamo registrato un calo di fatturato clamoroso, ma quel che fa più paura è che così continuando Farindola, fino a pochi anni fa il più grande paese della catena appenninica per estensione e popolazione, diventerà un paese fantasma. Senza strade non c'è più futuro per noi», conclude Marzola. (f.bel.)

