Rigopiano torna alla normalità Nelle baite arrivano i turisti

25 Agosto 2018

Resistono tra mille difficoltà le uniche due attività rimaste aperte dopo la tragedia dell’hotel Il titolare Di Mercurio: «Ce la stiamo mettendo tutta per non far morire la nostra montagna»

FARINDOLA. Si trovano lungo la strada che porta a quel che resta dell’Hotel Rigopiano. “La baita della sceriffa” e “La tana del lupo” sono le uniche due attività imprenditoriali rimaste in vita a Rigopiano. Da due stagioni estive lottano affinché il loro lavoro possa sopravvivere e, anzi, continuare nel migliore dei modi.
Il legame dei titolari dei due ristoranti con Rigopiano e con la loro montagna, è qualcosa di speciale. Lo si percepisce dai loro sguardi. La valanga che si è staccata dal Monte Siella, quel maledetto 18 gennaio 2017, travolgendo l’Hotel Rigopiano e provocando la morte di 29 persone tra dipendenti e turisti del resort, ha lasciato dentro di loro un vuoto incolmabile e segni indelebili. Per loro la valanga è stata un doppio: prima di tutto al cuore, perché hanno perso grandi amici e conoscenti, e poi dal punto di vista economico, dato che per diverso tempo la strada di collegamento per Rigopiano è stata chiusa e l’afflusso di turisti, soprattutto nell’estate 2017, è stato davvero limitato.
«Insieme al nostro amico Domenico della Tana del lupo ce la stiamo mettendo tutta per non far morire Rigopiano», sottolinea il titolare della Baita della sceriffa, Erminia Sciannelli, «Roberto Del Rosso, fra i suoi progetti, aveva quello di far decollare il Gran Sasso. Noi purtroppo non abbiamo le sue stesse carte da giocare, lui era un grande. Però nella sua memoria siamo più uniti che mai e non molliamo, anche se le difficoltà sono tante. Fortunatamente abbiamo tanti clienti che, nonostante la grande disgrazia, continuano a darci fiducia e soprattutto tanta forza per andare avanti».
«Non è facile», prosegue Sciannelli, «passare in quel luogo e non versare una lacrima. E purtroppo c’è ancora gente che viene a fotografarsi sul luogo del disastro. Niente e nessuno rimarginerà questa ferita, ma pian piano dobbiamo tornare alla normalità. E tanto lo dobbiamo ai nostri clienti e amici che ancora numerosi frequentano Rigopiano. L’afflusso quest’anno è stato notevole, sicuramente più dell'anno scorso in quanto le strade sono state tutte regolarmente aperte», conclude il titolare della Baita della sceriffa.
Entrambe le attività, sia quella della Baita della sceriffa che quella della Tana del lupo, hanno l’arrosticino come pezzo forte per la loro clientela. Anche Roberto Del Rosso, nel suo hotel Rigopiano, ai suoi clienti offriva gli arrosticini delle due baite amiche. Adesso che l’Hotel Rigopiano non c’è più, per le due baite di Rigopiano c’è una sola missione: continuare a fare quello che amano, il proprio lavoro, non dimenticando e onorando al meglio la memoria dei tanti amici e colleghi scomparsi.
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