Rimossa l’insegna storica: «Troppi lacci al commercio»

10 Maggio 2017

PESCARA. Era lì dagli anni ’60, quando fu costruito il grattacielo che svetta lungo corso Vittorio Emanuele, ma da alcuni giorni non c’è più. È il palo che dapprima faceva da sostegno al cartellone...

PESCARA. Era lì dagli anni ’60, quando fu costruito il grattacielo che svetta lungo corso Vittorio Emanuele, ma da alcuni giorni non c’è più. È il palo che dapprima faceva da sostegno al cartellone di un negozio di giocattoli, mentre dagli anni ’80 all’insegna del negozio di accessori e pelletteria Uza, di Ugo Zamparelli, su corso Vittorio Emanuele, a ridosso dell’incrocio con piazza Italia. Un pezzo della storia commerciale di Pescara è scomparso a causa di una burocrazia inspiegabile.
La settimana scorsa, infatti, Zamparelli, per mancanza di un’autorizzazione comunale, avrebbe dovuto spostare il palo di fronte al suo negozio, per ricollocarlo ad alcuni metri di distanza. Ha deciso invece di tagliarlo e di rinunciare definitivamente ad esso.
Ma dietro questa richiesta c’è una storia: «Io, però», ci tiene a sottolineare il titolare di Uza, «una domanda l’avevo presentata sin dal 23 luglio del 1996. È da allora che infatti attendo una risposta», rimarca il titolare di Uza. Da allora sono passati quasi 21 anni. «L’anno scorso», ricorda Zamparelli, «avevo già dovuto provvedere ad eliminare altre due insegne Uza, lasciando quelle due del logo in alto. Poi, sfiancato dalle continue richieste di tasse varie», continua Zamparelli, «avrei dovuto anche provvedere all’eliminazione del palo pubblicitario alto non meno di 15 metri - proprio quello che poi nei giorni scorsi ho fatto segare - ma poi rinunciai, perché qualcuno mi disse che una soluzione, per una simile antica struttura, si sarebbe trovata. Ma invece niente, non è accaduto niente», rileva ancora Zamparelli. «Tant’è che», prosegue nel racconto il commerciante, «giorni fa ho chiamato il Comune per chiedere lumi e mi hanno detto che avrei dovuto tagliare il palo, per poi spostarlo di due metri. Di conseguenza», conclude Zamparelli, «ho deciso sì di tagliarlo, ma di non spostarlo. Quindi adesso non c’è proprio più. Ma così, diventa sempre più difficile fare commercio a Pescara». Per quanto riguarda il regolamento dei segnali pubblicitari, è tutto previsto dall’articolo 23 del Codice della strada, il quale si riferisce alla pubblicità su strada o sui veicoli.
Vito de Luca
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