Rione senza farmacia in attesa da otto anni: ignorate 2mila firme

L’iter interrotto dopo la rinuncia del primo assegnatario E i consiglieri di centrosinistra attaccano Comune e Regione
PESCARA. Da otto anni il quartiere Fontanelle aspetta l'apertura di una farmacia. Le 2.000 firme raccolte dai residenti nel 2012 sono oggi fogli zeppi di nominativi sparsi su un tavolo della sede dell'associazione «Insieme per Fontanelle», di via Caduti per servizio. Quelle firme, custodite nei cassetti del comitato cittadino, guidato da Nello Raspa, servirono a smuovere parzialmente le acque con l'intervento dell'ex assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che, tra il 2017 e il 2018, fece un interpello e partì l'iter per la creazione della struttura farmaceutica sul territorio, ma la pratica si arenò quando l'assegnatario della farmacia rinunciò all'incarico.
Da quel momento «niente più è stato fatto», è il monito partito dai consiglieri regionali del centrosinistra Antonio Blasioli e Silvio Paolucci e dai consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. Con loro anche il segretario cittadino del Pd di Penne Andrea Vecchiotti. Tutti insieme, ieri a Fontanelle, hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto sui ritardi della Regione per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche.
I rappresentanti del centrosinistra (riuniti dalle sigle Pd, Sclocco sindaco e Città aperta) al secondo giro per segnalare le criticità nelle periferie (il primo alle case Gescal una settimana fa), hanno spiegato cosa è accaduto secondo loro: «Delle 85 farmacie (52 di nuova costituzione e 33 vacanti) da inaugurare in tutto l'Abruzzo, ne sono state aperte 21. Un ritardo che ci classifica ultimi in Italia. Tra i territori che sono rimasti a bocca asciutta, Penne, Vicoli, Cepagatti, Brittoli, Bolognano, Pianella, Salle, c'è anche Fontanelle», da dove ieri mattina è stato rilanciato l'appello per far ripartire l'assegnazione della farmacia in uno dei quartieri caldi della città, stretto nella morsa del degrado e della microcriminalità.
«È un fatto di una gravità inaudita», ha esordito Paolucci, «la giunta lenta di Marsilio, tra litigi di potere, debiti fuori bilancio e file per i tamponi, è bloccata su questa priorità. Il mio primo interpello è stato due anni fa e tutto è fermo dalla rinuncia del farmacista assegnatario. Bisogna ripartire subito col secondo interpello e consegnare una farmacia a questi cittadini che aspettano da otto anni». Blasioli ha ricordato che «in questo quartiere tutto parla di noi, del nostro lavoro: dall'apertura della palestra al campetto sportivo», ancora da sistemare, «dal murales di Millo alle case per i disabili che stanno per arrivare a compimento».
Fino a quella piazzetta di via Caduti per servizio ricamata di lastre colorate e realizzata con marmi staccati dalle pareti dell'ex tribunale, di cui il gruppo ieri ha rivendicato il rifacimento, ma che per sei mesi è rimasta la discarica del quartiere, inondata di rifiuti ripuliti dopo la denuncia di un residente al Centro. «La farmacia è un presidio sociale di riferimento intorno al quale si sviluppano anche servizi di sostegno psicologico», è stato il commento della consigliera Sclocco. «È il primo passo per ricominciare e questa sarà la nostra battaglia», ha incalzato Giampietro. Catalano ha lanciato una stoccata al Comune: «C'è troppa indifferenza per le periferie, si privilegiano le zone centrali». Frattarelli, Di Iacovo e Pagnanelli si batteranno «per restituire le priorità ai quartieri periferici».
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