Riparte il progetto per rifare il nuovo stadio Adriatico

9 Giugno 2020

PESCARA. Non più un impianto futuristico da realizzare nelle vicinanze della Pineta dannunziana. Ora il progetto del Pescara calcio si è ridimensionato. La città avrà un nuovo stadio, ma sarà...

PESCARA. Non più un impianto futuristico da realizzare nelle vicinanze della Pineta dannunziana. Ora il progetto del Pescara calcio si è ridimensionato. La città avrà un nuovo stadio, ma sarà costruito sulla base di quello esistente.
Il piano di riqualificazione dell’Adriatico Cornacchia, tuttavia, sembra essere alle battute iniziali, tanto è vero che non si conoscono ancora i dettagli. L’intenzione c’è e la conferma è arrivata ieri mattina, durante un sopralluogo allo stadio del sindaco Carlo Masci con il presidente del Pescara calcio Daniele Sebastiani e un funzionario della Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo. Si è parlato di riqualificazione e ristrutturazione dell’impianto sportivo e dei problemi da risolvere per realizzare i lavori. In primis, l’eliminazione del vincolo che l’ex responsabile della Soprintendenza Maria Giulia Picchione fece apporre sullo stadio in quanto ritenuto di pregio storico e architettonico da tutelare.
Proprio per la presenza di quel vincolo, tutte le proposte progettuali avanzate in passato si sono bloccate. Ma ora il sindaco ha intenzione di richiedere alla Soprintendenza di rivedere questa decisione. «Ci siamo incontrati con Sebastiani e con il funzionario della Soprintendenza per parlare della riqualificazione dello stadio», ha rivelato Masci, «c’eravamo visti prima dell’emergenza Covid con Sebastiani e con il presidente della Lega B Andrea Abodi per ragionare sull’intervento. Siccome il primo passaggio è con la Soprintendenza, io ho chiesto un incontro nei giorni scorsi con un rappresentante dell’ente. Vogliamo capire se ci può essere un percorso condiviso, come è successo già in altri stadi italiani. Visto che ho avuto modo di vedere nei giorni scorsi la dottoressa Mincarelli e l’architetto Pezzi della Soprintendenza per le vicende legate al Bastione, al circolo Aternino e al Rampigna, ho colto l’occasione per parlare anche del problema dello stadio e della necessità di trovare una soluzione, perché gli stadi italiani devono essere adeguati e, quindi, anche quello nostro. Vogliamo capire, dunque, quale potrà essere il percorso condiviso con la Soprintendenza». «Sebastiani», ha concluso Masci, «ha rimesso in campo il progetto di tre anni fa e nei prossimi giorni faremo un nuovo incontro per verificare la possibilità di rifare l’impianto. Ho trovato la Soprintendenza molto disponibile e aperta a trovare delle soluzioni». (a.ben.)
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