Ripascimento, ultima beffa «Non si può fare via mare»

Francavilla, fondali troppo bassi per caricare la sabbia. Balneatori amareggiati La rabbia di Padovano: «Occasione persa: stagione estiva ormai compromessa»
FRANCAVILLA AL MARE. Il percorso a ostacoli contro l'erosione si arricchisce di un nuovo elemento. Il ripascimento sommerso, chiesto a gran voce dai balneatori nei mesi scorsi, non solo viene ancora una volta rinviato, ma rischia di saltare definitivamente. Questo perché, oltre al danno adesso è arrivata anche la beffa. La soddisfazione per aver trovato una ditta interessata allo svolgimento dei lavori, proprio durante l'ultimo giorno utile, ha subito lasciato spazio alla delusione e alla rabbia per l'impossibilità della stessa di operare.
Mercoledì scorso infatti, la Cogema ha risposto alla gara indetta dalla commissione. Quest'ultima però, vorrebbe che il trasporto dei 12mila metri cubi di sabbia, stoccati nella vasca di colmata del porto di Pescara, avvenisse via mare. Un'operazione difficile, per non dire impossibile, in quanto il fondale adiacente la banchina che costeggia la vasca è profondo appena 2 metri e il pontone, l'imbarcazione da utilizzare per l'eventuale trasporto, avrebbe bisogno almeno di un metro ulteriore per poter ormeggiare, caricare la sabbia e poi ripartire. Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio, più volte ha sollecitato nei mesi passati un trasporto via terra, con i camion, ma le sue parole sono rimaste inascoltate. Anche per questo, ad un giorno dal termine ultimo per effettuare l'ormai famoso ripascimento sommerso, davanti alla costa nord del litorale di Francavilla tutto tace, con inevitabili conseguenze per gli operatori del settore: «La stagione estiva è ormai compromessa», afferma il rappresentante dei balneatori. «In base a quanto disposto dalle autorità entro domani bisognerà sgomberare i cantieri e da domenica si parte. Come? Non lo so, a questo punto non so davvero più cosa rispondere. Io credo che chi ci ha portato a questa situazione dovrebbe finire sotto il processo dell'opinione pubblica. Prima ci hanno messo settimane a trovare una ditta per fare il lavoro, poi si sono incaponiti con il trasporto via mare, quando era evidente che il basso fondale non l'avrebbe consentito». Quindi rilancia un pensiero già esternato un paio di settimane fa: «Forse a qualcuno fa più comodo che i 200mila metri cubi di sabbia diventino rifiuto speciale, da smaltire a 40 euro al metro cubo, piuttosto che usarli per un’opera che avrebbe potuto essere utile per tutti. Ma io continuerò a lottare e se serve sono pronto ad incatenarmi. Lo sversamento della sabbia nelle vasche davanti alla costa di Francavilla avrebbe consentito di liberare la vasca di colmata del porto di Pescara e, in futuro, la ripetizione del procedimento. Un'occasione persa».

