Riprese le ricerche di Ferrante Il padre indica la zona di un eremo

21 Aprile 2019

Serramonacesca. L’attività era stata interrotta, ma il genitore del 49enne ha dato nuove indicazioni Ieri sono stati setacciati cinque sentieri nella valle dell’Orfento. Martedì si potrebbe proseguire

SERRAMONACESCA. Sono riprese le ricerche di Franz Ferrante, l’avvocato 49enne di Pescara di cui si sono perse le tracce il 10 marzo. Ieri il personale dei vigili del fuoco, del soccorso alpino, della Guardia di finanza e dei carabinieri forestali hanno ricominciato a cercare l’uomo, o comunque delle tracce del suo passaggio, nella zona che va da Serramonacesca alla Valle dell’Orfento.
Lo hanno fatto dopo un vertice in prefettura che si è svolto due giorni fa sulla base delle indicazioni arrivate dal padre di Ferrante, che ha fornito nuove informazioni a chi ha seguito il caso fino ad oggi. L’uomo ha indicato dei percorsi che il figlio, appassionato di montagna, era solito seguire, nella speranza che dopo essere uscito da casa si sia diretto proprio lì, nei luoghi che frequentava e conosceva alla perfezione. E quindi le ricerche, sospese il 2 aprile dopo oltre 20 giorni dalla scomparsa, hanno avuto un nuovo impulso, come deciso nell’incontro in prefettura a cui hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti.
La zona passata al setaccio ieri è quella che porta all’eremo di Sant’Onofrio, un’area che comprende diversi percorsi. Ieri ne sono stati seguiti cinque, alla ricerca di qualsiasi elemento utile a risolvere il giallo della scomparsa improvvisa di Ferrante. Ma non sarebbe emerso nulla di significativo. Ed è possibile che il lavoro delle squadre prosegua ne prossimi giorni, già da martedì, presumibilmente per passare al setaccio la zona più vicina all’eremo.
L’unica certezza è la Nissan grigia di Ferrante, trovata in contrada Pianapù di Serramonacesca, in un punto a venti minuti di distanza da quell’eremo. Proprio a Serramonacesca era stato istituito, dopo la denuncia di scomparsa, il posto avanzato di comando dei vigili del fuoco. Ma l’ispezione accurata della zona, particolarmente difficile da percorrere per via della conformazione e della vegetazione, non ha portato a nulla nonostante il ricorso a ogni mezzo, strumentazione e professionalità e cioè droni e gps, sommozzatori dei vigili del fuoco, speleologi e unità cinofile molecolari. Il 49enne sembra essersi volatizzato ma per chi gli vuole bene ora si riaccende una speranza.
Allo stesso modo, si sono perse le tracce di Carlo Rodrigo Fattiboni, il 77enne di Brugherio scomparso da Caramanico il 3 settembre durante un’escursione nella Valle dell’Orfento. (f.bu.)