«Rischiamo la vita, i politici ci snobbano»

17 Maggio 2016

Domani i sindacati incontrano il prefetto: «Vogliamo la stessa dignità e le stesse tutele delle altre forze di polizia»

PESCARA. «Noi siamo quelli che aiutano tutti, ma siamo quelli pagati peggio di tutti». Rischiano la vita ogni giorno per meno di 1.500 euro al mese i vigili del fuoco e il loro lavoro è considerato meno «usurante» di poliziotti, carabinieri e forestali: si sentono soccorritori di serie B. «Ma, adesso, ci siamo stancati di come ci trattano: noi non chiediamo privilegi, vogliamo solo pari dignità con gli altri corpi del ministero dell’Interno». Arrivano alla protesta i vigili del fuoco e che la rabbia è tanta si capisce da una dichiarazione di Renzo Angelozzi, segretario provinciale del sindacato Conapo: «Vengano i politici a rischiare la vita al posto nostro».

Protesta per l’uguaglianza. Domani anche i vigili del fuoco di Pescara parteciperanno alla protesta per l’«equiparazione» che coinvolgerà tutte le provincia d’Italia: i vigili del fuoco chiederanno un incontro ai prefetti, in quanto rappresentanti territoriali del governo, per raccontare i nodi irrisolti del loro lavoro. Anche al prefetto di Pescara, Francesco Provolo, «chiederemo di farsi portavoce verso il governo del malessere dei vigili del fuoco dovuto al trattamento che riceviamo dallo Stato». Un’azione fotocopia in tutte le prefetture d’Italia per fare pressione sul governo Renzi e spingerlo a intervenire su stipendi, indennità di rischio e pensioni.

«Rischiamo la vita». È uno sfogo senza precedenti: «Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri corpi dello Stato», spiega Angelozzi, «e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’assunzione fino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure siamo il corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della politica nei nostri confronti». Anzi, Angelozzi si schiera contro quella politica che si ricorda dei vigili del fuoco solo quando il loro lavoro finisce in prima pagina e li fa definire eroi: «Ci sono politici che si ricordano di noi e vengono a farsi le foto in posa con noi solo quando ci sono i fatti importanti. Invece, la gente ci ama e ci rispetta: lo fanno tutti tranne i politici».

Mancanza di personale. E sarà anche una protesta per la mancanza di personale: «In tutta Italia mancano almeno tremila vigili del fuoco», dice Angelozzi. I vuoti dei pensionamenti non stati riempiti: «Il turn-over è stato coperto al 40%». Una carenza che si fa sentire anche a Pescara: «Il distaccamento di Penne, già inaugurato con una festa e una parata di autorità quasi un anno fa, è ancora chiuso perché non c’è personale e perché l’edificio non è ancora pronto». Nonostante la festa con il taglio del nastro del 4 giugno 2015 con il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, in casi di incendio nell’area vestina, tocca ancora ai vigili del fuoco di Pescara intervenire. E allora perché, l’anno scorso, la sede di Penne è stata inaugurata? Solita storia all’italiana: si organizza la festa prima che ci sia qualcosa da festeggiare.

Le richieste. Entrando nel dettaglio delle richieste, i vigili del fuoco chiedono l’introduzione dell’assegno funzionale, cioè uno scatto di anzianità da circa 140 euro al mese al raggiungimento di 17 anni servizio, 27 e 32 «negli identici importi già corrisposti alle forze di polizia». Poi, un’indennità di rischio uguale a polizia, carabinieri e forestale: «Vogliamo essere parificati agli altri organi dello Stato che concorrono alla sicurezza pubblica perché noi rischiamo come e anche più degli altri», dice Angelozzi. Capitolo pensioni: «Il nostro», spiega il sindacalista, «non è considerato un lavoro usurante come polizia, carabinieri e forestale e non produce abbuoni pensionistici nella misura di un anno ogni 5 di servizio. Inoltre, è necessario istituire per il personale in uniforme i 6 scatti aggiuntivi (15%) utili sull’importo della pensione nella misura già corrisposta agli appartenenti alle forze di polizia». Ultima richiesta: «Istituire per il personale in uniforme direttivo e dirigente gli aumenti retributivi a 13 e 23 anni di servizio e a 15 e 25, come attualmente già corrisposti alle stesse qualifiche direttive e dirigenziali degli appartenenti alle forze di polizia».

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