Rischio cinghiali, Coldiretti contro il divieto di caccia

21 Ottobre 2018

PENNE. La sezione di Penne della Coldiretti interviene dopo l’ordinanza del sindaco Mario Semproni che in deroga al calendario venatorio, ha vietato la caccia in un’area vicina all’area protetta e,...

PENNE. La sezione di Penne della Coldiretti interviene dopo l’ordinanza del sindaco Mario Semproni che in deroga al calendario venatorio, ha vietato la caccia in un’area vicina all’area protetta e, in particolare, lungo il sentiero Serafino Razzi che sarà inaugurato domani e che collega il centro storico di Penne con la Pinetina, all’interno dell’Oasi naturale. «Un provvedimento», dice Federico Domenicone, presidente della sezione Penne di Coldiretti, «che, pur presentandosi nell’interesse della sicurezza dei cittadini, in realtà non è scevro da rischi che potrebbero danneggiare proprio le persone e la loro incolumità. Sono le zone attigue alle aree protette quelle più rischiose per le persone in quanto più popolate in alcuni momenti del giorno e della notte da pericolosissimi ungulati che, fuoriuscendo dall’oasi, oltre a causare danni alle aziende agricole, spesso sono causa di incidenti o attacchi diretti alle persone. Pur comprendendo le motivazioni dell’ordinanza», va avanti Domenicone, «siamo costretti a evidenziare che la stessa, invece di tutelare i cittadini, paradossalmente li potrebbe danneggiare. È nostro dovere richiamare il Comune a vigilare maggiormente sulle aree in questione con controlli adeguati e sopralluoghi mirati. È un provvedimento controverso», rimarca Domenicone, «e che richiama ancora una volta l’attenzione su un problema storico: la necessità di regolare meglio la caccia, specie in prossimità delle aree protette, e trovare una soluzione al proliferare dei pericolosissimi ungulati che devastano campi e mettono in pericolo l’incolumità pubblica». Quanto al sentiero Serafino Razzi, il presidente della sezione Coldiretti Penne agggiunge: «Si agevolerà un’autostrada dei cinghiali che già nei mesi scorsi si sono svariate volte introdotti nel parco del Sole, a poca distanza dal sentiero Serafino Razzi». La necessità di regolamentare meglio la caccia, oltre che per l’incolumità dei cittadini, ridurrebbe le problematiche delle circa 450 aziende agricole presenti sul territorio pennese che, già messe in ginocchio nell’ultimo anno e mezzo da neve, pioggia e terremoto, devono anche guardarsi dai danni provocati dal passaggio sempre più frequente di cinghiali e altri animali selvatici sui terreni coltivati. Le aziende agricole aspettano ancora, ad esempio, che si utilizzi una maxi gabbia all’interno della riserva naturale per catturare i cinghiali. Una decisione presa in un tavolo tecnico alla presenza di diverse componenti, compresa la Regione, che non è stata ancora messa in pratica.