Rissa con sedie e tavoli Un giovane è grave

Un nigeriano chiede ai clienti del locale sotto casa di interrompere i rumori Furibonda lite con calci, pugni e sprangate. Poi il fuggi fuggi. Indaga la polizia
PESCARA. Tutti contro tutti. Armati di bottiglie, spranghe, sedie, tavoli e perfino cesti in vimini, che volavano da una parte all’altra. Se le sono date di santa ragione i due gruppi di persone che domenica sera si sono fronteggiati in una rissa scoppiata tra via Tiburtina e via Lago di Capestrano, all’esterno di un ristorante. Ad avere la peggio è stato un 33enne di origine nigeriana che ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione, in prognosi riservata. Non è stato ancora dato un nome, invece, alle persone che lo hanno aggredito e ridotto in quelle condizioni.
I fatti vengono ricostruiti dalla polizia, intervenuta con il personale della squadra volante, con gli uomini della Mobile e della Scientifica, che hanno potuto contare sulle immagini della rissa diffuse su Facebook. Un video girato a pochissima distanza dal locale mostra alcune scene di violenza che si sono succedute in strada, sotto gli occhi di tutti, mentre le auto passavano e i conducenti si fermavano ad osservare la rissa allibiti. Mancano pochi minuti alle 22.30 quando a Rancitelli si scatena il putiferio, in mezzo alla strada. Il parapiglia scaturisce dalla lamentela del nigeriano che contesta i rumori eccessivi provenienti dalla strada. Vive sopra al ristorante e si lagna per il vociare che arriva in casa dalla Tiburtina. Qualcuno sta discutendo animatamente lungo la via: durante una lite in corso tra i clienti del locale, l’uomo invita i protagonisti degli schiamazzi a fare silenzio, tanto più che in casa ci sono i suoi tre bambini. Non ottiene risultati per cui scende in strada per spiegare che non ne può più e chiede un po’ di silenzio ma, come dice la polizia, i clienti del ristorante non la prendono affatto bene.
Basta poco per far salire la tensione alla stelle e subito si passa dalle parole ai fatti. Partono calci, schiaffi, pugni e dall’appartamento sopra al ristorante scendono altri uomini, per dare man forte al nigeriano. Le fazioni sono due: chi sta con il nigeriano e cerca di difenderlo, e chi sta contro. A quel punto tutto ciò che si trova all’esterno del locale viene usato come arma, scagliato contro gli avversari e lanciato con una brutalità inaudita contro la banda opposta.
Qualcuno segnala la rissa alla polizia e intervengono tre pattuglie della squadra volante, insieme al personale del 118. All’arrivo degli agenti ci sono diverse persone, che vengono identificate, ma molte altre sono sparite: hanno fatto in tempo a dileguarsi, abbandonando lì il ferito in mezzo al materiale usato per picchiarsi. Le condizioni del 33enne non sembrano gravi: ha una ferita alla testa e viene portato in ospedale per accertamenti. Con il passare delle ore, però, la situazione peggiora, tanto che si rende necessario un intervento chirurgico. E l’uomo, regolarmente residente a Pescara, viene ricoverato nel reparto di Rianimazione.
Nel corso della notte gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, danno il via alle indagini per risalire ai responsabili del pestaggio che si è consumato in strada, sotto gli occhi di automobilisti e cittadini della zona che hanno assistito al match, come racconta chiaramente il video diffuso attraverso Facebook, visualizzato da decine di migliaia di persone. La polizia si è occupata anche di sentire i testimoni, per cercare di dare un nome a chi ha picchiato in maniera selvaggia il nigeriano agendo, probabilmente, sotto l’effetto dell’alcol. Le reazioni sui social sono state immediate e molto critiche: qualcuno se l’è presa immediatamente con gli extracomunitari mentre altri se la sono presa con i rom che vivono a Rancitelli. E c’è anche chi e chi ha contestato gli uni e gli altri. C’è, poi, chi ha fatto notare la situazione di degrado della Tiburtina, dove scende «il coprifuoco dopo le 20 e i tossicodipendenti sbucano da tutte le parti. Le risse sono quotidiane e ci sentiamo abbandonati da tutti», ha scritto un residente. E qualcuno si è chiesto: «Perché non vengono a fare i controlli con i cani antidroga anche in questa zona?».
Solo una decina di giorni fa via Lago di Capestrano è stata teatro di un’altra lite violenta. È avvenuta all’interno di un condominio con riflessi sulla strada, visto che un uomo ha cominciato a lanciare oggetti dalla finestra, compresa una sedia, nonostante sul posto ci fossero le forze dell’ordine. Avrebbe anche usato un’accetta per aggredire una vicina sulla porta di casa ma sarebbe stato bloccato da un altro inquilino dello stesso stabile nei cui confronti ha cercato, poco dopo, di usare un martello.
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