Rissa e feriti su corso Vittorio: spuntano le immagini choc

29 Luglio 2019

Dopo essere stato colpito con una bottiglia rotta, il nigeriano si è rifugiato in un negozio di telefonia Il suo aggressore lo ha raggiunto e percosso con un calcio in viso. D’Incecco (Lega): più agenti in strada

PESCARA. Si è nascosto in un negozio nella speranza di non essere visto dall’uomo che lo aveva appena ferito e lo inseguiva. Si è accasciato a terra, dolorante e sanguinante, e dopo qualche secondo ha scoperto di non era affatto al sicuro. Perché l’altro nigeriano lo ha raggiunto in pochi secondi e, senza alcuna pietà, gli ha sferrato un calcio sul volto, stendendolo, dopo avergli urlato qualcosa in faccia. Una scena raccapricciante quella mostrata dalle telecamere del negozio di corso Vittorio Emanuele dove si è conclusa la lite scoppiata al terminal dei bus tra due nigeriani, due sere fa. Hanno discusso, poi sono passati alle mani ferendosi con dei cocci di bottiglia che forse hanno recuperato nei cestini dei rifiuti. Si sono colpiti a ripetizione, poi uno dei due, un 25enne domiciliato a Pescara, si è allontanato: perdeva sangue dal collo e dalle braccia, anche in maniera abbondante, e ha cercato rifugio nel negozio di riparazione di telefonini vicino all’ex Ferrhotel. Proprio lì, sotto gli occhi di due commessi e un cliente, è entrato il secondo nigeriano, un 34enne residente a Guardiagrele, e gli ha inferto il colpo finale per poi sparire. È stato rintracciato nei minuti successivi dai soccorritori, essendo anche lui ferito alle braccia.
I motivi di tanto accanimento restano sconosciuti anche per la polizia, che sta indagando sulla lite, ma non si esclude che botte e tagli siano scaturiti da questioni legate alla droga. E per il momento i due restano liberi, in attesa di eventuali richieste del pubblico ministero. La polizia li ha denunciati per lesioni e attende di avere una ricostruzione anche dai due protagonisti, sempre che siano disposti a fornirla. Per i medici che si sono occupati di loro in ospedale le lesioni guariranno in 30 giorni e mentre il più giovane è stato ricoverato e operato a un braccio l’altro è stato dimesso. Non è detto che la questione si chiuda così, anche per quanto riguarda la permanenza dei due sul territorio nazionale (al momento la loro posizione è regolare).
La scena è stata notata da chi attraversava il corso. Paura e polemiche vanno di pari passo, dopo questi fatti, e si diffondono striscianti perché la zona del terminal appare sempre più a rischio. «Ho visto che si rincorrevano, pieni di sangue», dice Mirko facendo notare che quel tratto è frequentato anche «da bambini». E si chiede: «Le forze dell'ordine dove sono? Ogni giorno è così, vergogna».
Sollecita concretezza Marinella Sclocco, dai banchi dell’opposizione in Comune. (Per Sclocco sindaco). «Fatti di questo genere, che stanno accadendo troppo spesso, sono solo la punta dell’iceberg, la manifestazione di qualcosa che non va nelle politiche sociali, nel sistema di accoglienza ma anche nel sistema di sicurezza». Per Sclocco la politica deve «smetterla di fare propaganda. Ora che sono al governo, alla Regione, alla Provincia e al Comune di Pescara mettessero a disposizione i soldi. E poi, anziché creare ai difficoltà ai vigili urbani girando video del comando vuoto, li aiutassero, e ricostituissero la rete di protezione sociale. Servono i fatti e fino ad ora quelli che ho visto riguardano solo l’aumento di direttori a Palazzo di città e l’incremento di spesa per la comunicazione. Intanto la città scoppia», conclude.
I fatti che verranno li annuncia Vincenzo D’Incecco (Lega), sempre dal Comune. Parla di «quello che faremo» ed elenca «il potenziamento della videosorveglianza (i fondi ci sono già), la creazione di un servizio della polizia municipale dedicato esclusivamente alla sicurezza urbana, l’attivazione di convenzioni con alcune associazioni (ad esempio le Guardie ecologiche volontarie) che garantiscano la propria presenza nelle zone a rischio, allertando le forze dell’ordine laddove necessario. E poi sono sicuro che il sindaco continuerà a lavorare e ad essere incalzante con il comitato per l’ordine pubblico», prosegue D’Incecco ipotizzando anche «turni notturni della polizia municipale».