Ristoranti e caro bollette: c’è la colletta per l’energia

6 Ottobre 2022

Allarme della Confcommercio: «Il 20% è a rischio chiusura entro dicembre e ci stiamo organizzando per comprare le forniture dai migliori offerenti»

PESCARA. «Due ristoranti su dieci rischiano di chiudere entro l'anno. Il costo delle bollette dell'energia elettrica, aumentato del 400%, è diventato insostenibile. Siamo in ginocchio, urge l'intervento del governo che deve stanziare immediatamente un fondo salva commercio, detassando le bollette che ormai raggiungono somme di decine di migliaia di euro. E ai fornitori di energia chiediamo che ci contattino e che ci facciano la loro migliore offerta». È un grido d'allarme che pone condizioni e suggerisce soluzioni quello che arriva dalla Fipe-Ristoranti, associazione di categoria aderente alla Confcommercio che tra Pescara e provincia rappresenta 300 ristoratori. Il presidente di Fipe Pescara, Gabriele Armenti, spinge sulla rapidità degli interventi governativi: «Il Covid ci aveva messo in ginocchio e ci stavamo rialzando, ma questa pandemia economica ci sta distruggendo gli utili: ogni giorno lavoriamo in perdita». Armenti è titolare di un locale a Picciano: «A me, per fare un esempio, sono arrivate bollette da 7-8-10mila euro dal mese di luglio. Già da giugno eravamo preoccupati per la crescita dei costi energetici che avevamo evidenziato con l’iniziativa “Bollette in Vetrina”, con l’intento di mettere al corrente l’opinione pubblica circa gli aumenti delle bollette da un anno all’altro». La situazione però «negli ultimi due mesi si è ulteriormente aggravata», analizza il delegato dell'associazione di categoria, «con bollette dell’energia che sono divenute insostenibili per qualsiasi ristoratore e le previsioni sono che due ristoranti su dieci decideranno di chiudere entro la fine dell’anno se non ci saranno interventi a livello europeo e governativo che riducano i costi». È una lotta per la sopravvivenza: «Per ora stiamo cercando di tirare avanti studiando, ognuno in base alle proprie esigenze, stratagemmi per ridurre i consumi», prosegue il ristoratore, «alcuni stanno riducendo i giorni di apertura, alcuni addirittura aprono solo nel week-end, molti stanno facendo la spesa giornaliera per usare un frigorifero in meno, altri stanno sostituendo lampadine e attrezzature con quelle di ultima generazione a risparmio energetico. Tutto questo serve però a cercare di sopravvivere, la realtà è che col freddo i locali dovranno essere scaldati, che siano pieni o che ci siano due persone». Ed ecco le proposte di Fipe: «Stiamo cercando di organizzarci in gruppi di acquisto dell’energia e chiederemo la migliore offerta alle aziende erogatrici di energia. La vera partita, però, si gioca a livello europeo e governativo dove occorrono provvedimenti immediati»